Scuola 

Il Banzi punta sulla peer-education: gli studenti più bravi diventano «prof» per aiutare i compagni

18 tutor tra gli studenti e decine di ore di ripetizione per i compagni più fragili: in cambio ore alternanza PCTO

La peer education – o apprendimento fra pari – per migliorare il rendimento scolastico degli alunni più “deboli” e aumentare autostima, capacità comunicative e sociali di tutors e “allievi”: è la scommessa del Liceo Scientifico G. Banzi Bazoli di Lecce che ha avviato nel 2021 un progetto per realizzare percorsi virtuosi di collaborazione tra studenti. Il punto forte di questa strategia educativa, nata nei paesi anglosassoni e ancora poco diffusa in Italia, è il rapporto di parità tra lo studente che chiede aiuto e chi gli fornisce gratuitamente delle “ripetizioni”: il tutor è, infatti, un alunno dello stesso liceo che ha affrontato le stesse difficoltà nell'approccio alle materie più difficili e ha una marcia in più per superarle. La peer education del Banzi è nata in quella fucina di idee che si chiama BanzHack, un gruppo di studenti e studentesse attivo da dieci anni, lavora per portare a scuola nuovi progetti e iniziative di coesione tra studenti e tra studenti e docenti.
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«La scuola è sempre stata pensata come il luogo dove si fa didattica, non come un laboratorio di ricerca continua, come se gli studenti fossero meri destinatari di un sapere elaborato e codificato all’esterno dell’istituzione. Si tratta di un paradigma che negli ultimi anni ha mostrato tutte le sue falle, non solo in relazione agli obiettivi formativi che la scuola deve oggi perseguire, ma anche al radicale cambiamento degli scenari educativi determinato dallo sviluppo della tecnologia – commenta l dirigente scolastica del Bazi Antonella Manca- le competenze che il sistema educativo deve sviluppare chiamano in causa le capacità decisionali di ciascun individuo, perché devono far leva sull'immaginazione, sulla capacità creativa e flessibile dell’allievo di elaborare pensieri, risolvere problemi, produrre alternative di soluzione. Il che richiede un pieno coinvolgimento cognitivo ed emotivo nella produzione stessa dei contenuti e dei metodi.



Banzhack rappresenta una risposta a queste istanze culturali e ha determinato, in circa dieci anni di attività, una rivoluzione strutturale e sistemica, che ha coinvolto l’intera comunità del Liceo Banzi: studenti, docenti, genitori, stakeholders. Il cambiamento dal basso che Banzack ha generato si è tradotto in una profonda modifica delle pratiche didattiche e delle relazioni: sono stati creati nuovi contenuti didattici, si sono modificate le funzioni all’interno della relazione docente/discente, sono cambiate le forme dell’organizzazione, è stato incluso il territorio nei  processi di ricerca, sono stati create nuove e più efficaci intersezioni tra scienza e arte.

Un investimento e dei risultati che rappresentano la punta di diamante di un'istituzione scolastica che, in questi ultimi anni, ha realizzato un percorso di crescita senza precedenti. Merito che riconosco ai nostri studenti e a colui che li ha guidati in questa “avventura”, il Prof. Antonio Lezzi, vero catalizzatore dei talenti dei nostri giovani».

«Per BanzHack la peer education rappresenta un’opportunità – spiega il prof. Antonio Lezzi - Nella decennale vita del gruppo, il turnover tra generazioni di studentesse e di studenti che si sono avvicendati, ha rappresentato una notevole criticità. Tuttavia l’interesse per il digitale dei suoi “adepti”, complice anche il disinteresse dei docenti per le tecnologie, ha fatto in modo che l’Istituzione stessa ne richiedesse la costante presenza, come forma di spudorato vantaggio per la risoluzione di problemi di natura tecnica.

BanzHack ha trovato, nella sua prolungata permanenza, la consapevolezza del poter essere parte funzionale per la vitalità della scuola e, pian piano, ha provato ad interpretare questioni che fino a poco tempo prima erano unicamente di pertinenza del corpo docente: i processi di insegnamento-apprendimento con i correlati flussi organizzativi.

BanzHack conosce meglio di chiunque altro il funzionamento e le potenzialità della piattaforma tecnologica del Liceo; i componenti del gruppo, così come tutte le studentesse e tutti gli studenti del Liceo, vivono sulla loro pelle il bisogno di imparare più efficacemente all’interno di una relazione più stimolante. BanzHack così ha imparato a documentare, a sperimentare, a condividere (BanziNotes) e poi, pian piano, si è insinuato garbatamente nel consiglio di Istituto, nel collegio dei docenti, nei dipartimenti e nei consigli di classe. Studentesse, studenti e docenti sono ora situati all’interno di un sistema misto informale-formale con forme sperimentali di didattica che hanno un solo punto di mira: il miglioramento.

Anche l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE) si è accorto di questa realtà. BanzHack è stato, infatti, il principale attore nell’elezione del Banzi a scuola capofila dell’idea di Avanguardie Educative “Apprendimento autonomo e tutoring”. Il gruppo viene, così, invitato alla fiera Didacta 2022 a tenere un Workshop e a raccontare l’esperienza in un workshop; è presente nella biblioteca nazionale dell’innovazione con la piattaforma di scambio degli appunti realizzata in piena pandemia “BanziNotes”, condivide la propria esperienza con altre scuole italiane e con una in particolare, il Liceo Castelnuovo di Firenze, è azienda esterna per i PCTO.

In questo momento BanzHack sta costruendo un’app che intende mettere insieme studentesse e studenti italiani intorno all’esperienza della peer education. L’app è nella fase di sviluppo della versione 1 che sarà pronta per la sperimentazione sul campo a brevissimo e sarà, poi, presentata nella prossima edizione della Fiera Didacta di Catania. Intanto proprio in questi giorni si sta costituendo un piccolo gruppo di ricerca con INDIRE per analizzare alcuni aspetti del processo che ha portato BanzHack verso questo strabiliante risultato».

«È giusto sottolineare che la peer education, nel nostro istituto, è sempre esistita. Questo scambio era portato avanti da ragazzi che, per aiutare i propri compagni, “davano ripetizioni”, fornendo semplici spiegazioni a chi ne aveva la necessità – spiega Gabriele Leo, senior banzhacker” settore peer education- il nostro intervento ha reso possibile espandere questa pratica a tutta la comunità scolastica, ufficializzando questo progetto e soprattutto “retribuendo” chi si metteva in gioco attraverso un qualcosa che lo motivasse a partecipare, vedendosi riconosciute le ore effettuate nel progetto di peer education anche nel PCTO, con il surplus del 50% delle ore per la preparazione degli argomenti da trattare. La peer education è stata ufficializzata come progetto nel 2021. In una prima fase sperimentale abbiamo constatato la corrispondenza tra gli argomenti svolti dai docenti e l’apprendimento da parte degli alunni supportati dai peer educator, la disponibilità da parte della scuola ad accogliere questo progetto e soprattutto un’assidua frequenza da parte degli studenti.

Nell’anno scolastico 2021/ 2022 l’adesione al progetto di peer education è stata moderata, molto probabilmente per il tardivo avvio del progetto, avvenuto agli inizi di aprile, tuttavia soddisfacente rispetto alle aspettative.

I risultati ottenuti sono stati:16 interventi registrati; 22 ore di interventi peer education svolti; 33 ore di ore alternanza PCTO rilasciate ai tutor;10 tutor; una copertura del 60% sulle materie curricolari.

A differenza dell’anno scorso, dopo un momento di brainstorming, il progetto è stato avviato fin da ottobre e abbiamo ottenuto 10 interventi registrati;17 ore di interventi peer education svolti; 26 ore di ore alternanza PCTO rilasciate ai tutor; 18 tutor; una copertura del 100% sulle materie curricolari. In questo momento sono registrati 57 interventi per un totale di 78 ore svolte, e il numero è destinato ad aumentare entro la fine dell’anno scolastico.

Naturalmente l'obiettivo della peer education non è quello di sovvertire la didattica alla quale siamo abituati, bensì sostenerla e renderla più dinamica e scorrevole.

Quello che rende la peer education una metodologia innovativa e una strategia didattica è il rapporto paritario su cui si basa.

All’interno del gruppo in cui è presente il “pari status” si crea un rapporto di informalità in cui il tutor e il richiedente si trovano sullo stesso piano, migliorando la preparazione del fruitore che si sente libero di esprimersi e dire la propria opinione.

Il “nuovo” metodo non offre benefici solo al richiedente, il quale avrà un beneficio nella sua carriera scolastica, ma anche al tutor che potrà usare questa opportunità per consolidare determinate conoscenze e affinare quelle competenze ormai fondamentali in questo nuovo millennio: public speaking, problem solving, capacità relazionali, acquisizione e rielaborazione di argomenti; pensiero critico.

La professionalità lavorativa del team BanzHack ha permesso la  diffusione di questi importanti traguardi e, grazie alla maggiore attenzione ai nuovi metodi didattici, ha reso possibile la collaborazione con molti istituti provinciali e non: liceo Scientifico De Giorgi (LE); liceo classico Palmieri (LE); liceo artistico Ciardo Pellegrino (LE); liceo scientifico Castelnuovo (FI); istituto per le arti grafiche Artigianelli (TN).




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