Politica Santa Cesarea 

Terme di Santa Cesarea, Casili (M5S): ''Anche la Corte dei Conti chiede al Comune di adempiere all’accordo con la Regione Puglia''

Il il vicepresidente del Consiglio Regionale chiede una nuova audizione in Commissione Attività Produttive per capire a che punto sia lo schema di accordo di cooperazione tra Regione e Comune di Santa Cesarea.

''Apprendiamo dalla stampa che anche la Corte dei Conti ha chiesto al Comune di Santa Cesarea di adempiere all’accordo con la Regione Puglia per quello che riguarda le Terme, che nel 2021 hanno prodotto un buco di bilancio di oltre 317mila euro. Ricordiamo che la Regione detiene il 50,4% delle quote della Società Terme S.p.A, che in base all’accordo, saranno acquisite dall’amministrazione comunale dopo l’aggiudicazione del bando per la gestione ai privati dello stabilimento termale. Bando che avrebbe dovuto essere pubblicato dal Comune entro la fine dell’anno scorso, ma di cui nei fatti si sono prese le tracce a causa delle continue proroghe chieste alla Regione. Parliamo di un patrimonio della nostra regione che deve essere valorizzato per potenziare l’offerta turistica del Salento e invece tutto continua a essere fermo. Auspichiamo che questo silenzio non sia il preludio alla terza richiesta di proroga, che sarebbe inaccettabile non solo per noi, ma soprattutto per le determinazioni della Corte dei Conti. Chiederò una nuova audizione in Commissione Attività Produttive per capire a che punto siamo. Le rassicurazioni sul rilancio della società Terme entro il prossimo dicembre date dal sindaco Bleve  di sicuro non bastano più''. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio Regionale Cristian Casili.

A giugno del 2020 la Giunta regionale ha approvato uno schema di accordo di cooperazione con il Comune di Santa Cesarea con cui  ‘il Comune si impegna ad acquistare l’intera partecipazione detenuta dalla Regione al prezzo dell’ultima gara andata deserta subordinando tale impegno alla condizione dell’effettiva aggiudicazione di una procedura aperta trasparente e non discriminatoria per l’assegnazione in concessione di tutti i beni facenti parte del complesso termale’. La conclusione della procedura di aggiudicazione era stata fissata al 31/12/2020, termine poi prorogato al 31/12/2021 e successivamente al 31/12/2022 e fino a quella data è stata sospesa la procedura di vendita delle quote da parte della Regione.

''Il dubbio è che questi ritardi - continua Casili - siano finalizzati a prendere tempo per giocarsi la  ‘carta’ bando il prossimo anno, quando Santa Cesarea andrà al voto per le amministrative. Ci auguriamo che non sia così, perché da troppo tempo  i cittadini attendono un rilancio che creerebbe ricadute positive su tutto l’indotto''.


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