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Sospeso accordo di programma con NTC Nardò, le reazioni

L'azienda NTC ed il vicepresidente regionale Cristian Casili parlano della volontà di assicurare un futuro al Nardò Technical Center e delle criticità emerse.

In merito alla sospensione dell’Accordo di Programma concesso per l'approvazione del piano di sviluppo del Nardò Technical Center, arriva la posizione ufficiale della società: ''NTC ha preso atto della decisione della Regione Puglia di sospendere l'Accordo di Programma concesso per l'approvazione del piano di sviluppo del Test Center. Abbiamo ricevuto una notifica ufficiale e siamo aperti a proseguire il dialogo con tutti i partner coinvolti nel piano di sviluppo e con il pubblico. Il nostro obiettivo rimane quello di assicurare un futuro al Nardò Technical Center e di rafforzarne il ruolo di importante motore occupazionale ed economico per la regione''.

Intanto, si registra anche una nota del vicepresidente del Consiglio regionale Cristian Casili: ''Sull’accordo di programma con Nardò Technical Center ho sollevato più volte diverse criticità agli assessori regionali competenti. Per questo accolgo positivamente la decisione comunicata ieri dal presidente Emiliano di sospendere l’accordo dopo le indicazioni inviate dal Ministero dell’Ambiente. Proficua si è dimostrata l’interlocuzione da me richiesta in V Commissione tra associazioni e strutture regionali competenti al fine di far emergere diverse incongruenze rispetto alla compatibilità ambientale e paesaggistica degli interventi proposti. Non possono essere estirpati  con superficialità 200 ettari di bosco secolare e macchia mediterranea in una zona SIC, a fronte di velleitarie compensazioni, che da subito sono tecnicamente  insufficienti da una parte e irrealizzabili dall’altra''.

''La domanda che mi sono posto assieme alle associazioni con cui ho continuato il confronto in questi mesi - continua Casili - è  perché gli interventi previsti non potessero essere realizzati all’interno dell’anello dell’NTC Porsche, in aree già ben definite, invece che coinvolgere le zone all’esterno. Soluzioni alternative per l’allargamento delle piste e l’ammodernamento e ampliamento dei manufatti, che non andrebbero ad impattare sul paesaggio, tutelando così ambiente e posti di lavoro, ci sono e vanno prese in considerazione. Abbiamo sempre avuto piena consapevolezza dell’importanza del progetto, ma è indispensabile coniugare ambiente, lavoro e sicurezza su un territorio che ha la minor superficie boschiva di tutta Italia''.


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