"Tardivo e prolisso", il Consiglio di Stato rigetta il ricorso alla S.S. 275

giovedì 12 giugno 2014
I giudici di Palazzo Spada hanno respinto il ricorso presentato dai proprietari dei terreni espropriati e li hanno condannati a pagare le spese processuali. Il deputato 5 Stelle Diego De Lorenzis ha presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere lo stop ai lavori e bonficare l'area.

Il ricorso dei residenti al progetto della 275 è inammissibile, prolisso e ripetitivo.
Il Consiglio di Stato ha confermando la sentenza del TAR Lecce e rigettato il ricorso d’appello proposto da tredici proprietari dei terreni interessati dai lavori di allargamento della S.S. 275.

Il Giudice d’appello, che già in precedenza aveva respinto il ricorso delle associazioni ambientaliste, ha rilevato la tardività del ricorso al TAR. La deliberazione di approvazione del progetto preliminare fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel 2005 mentre il ricorso per l’annullamento è stato presentato il 1 luglio 2011, ben oltre quindi il termine di 60 giorni previsto dalla legge.

La questione era già stata messa in luce nei precedenti giudizi dal difensore della Provincia di Lecce, Avv. Piero Quinto, che aveva sottolineato la particolare disciplina che assiste le infrastrutture strategiche per le quali vige un procedimento accelerato, diverso da quello ordinario.
«L’approvazione del progetto preliminare – si legge nella motivazione della sentenza del Consiglio di Stato – determina rilevanti effetti giuridici costituiti dall’accertamento della compatibilità ambientale dell’opera, dal perfezionamento, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, dell’intesa Stato-Regione sulla localizzazione dell’opera, comportando l’automatica variazione degli strumenti urbanistici e dell’assoggettamento di tutti gli immobili in cui è localizzata l’opera al vincolo preordinato all’esproprio». Sulla stessa linea si erano attestati l’Avvocatura Generale dello Stato per conto del Cipe e dell’Anas, nonché la Regione Puglia.

Il Consiglio di Stato ha quindi dichiarato l’irricevibilità del ricorso specificando che l’accordo sopravvenuto tra le Amministrazioni statali, regionali e provinciali che modifica l’ultimo tratto del tracciato non poteva essere invocato per una rimessione in termini rispetto al vincolo espropriativo sulle proprietà degli appellanti, derivante dal progetto preliminare.

I giudici di palazzo spada hanno giudicato inammissibile anche il ricorso contro la procedura di affidamento dell’incarico di progettazione da parte del Consorzio ASI alla Prosal s.r.l.

Ciò perché - come già aveva rilevato il TAR Lecce - manca il presupposto dell’azione non essendo i soggetti raggiunti dall'esproprio lesi da tali atti in quanto estranei alle procedure.

Il Consiglio di Stato ha inoltre condannato gli appellanti al rimborso delle spese di lite, con la sanzione prevista per violazione del principio di sinteticità degli atti processuali, introdotta dall’art. 3 del nuovo Codice del processo amministrativo.

«Si deve tener conto - si legge in sentenza – dell’estrema prolissità e ripetitività dell’appello in esame (di 109 pagine)». Il rispetto del dovere di sinteticità – ha sottolineato il Giudice - «costituisce uno dei modi – e forse tra i più importanti – per arrivare ad una giustizia rapida ed efficace».

Gli appellanti dovranno ripagare le spese di lite a favore di ciascuna parte chiamata in causa e costituitasi nel giudizio e cioè la Provincia di Lecce, la Regione Puglia, il Consorzio ASI, la Prosal, il CIPE, l’ANAS, il Ministero delle Infrastrutture, il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dei Rapporti con la Regione.


Il deputato salentino del Movimento 5 Stelle, Diego De Lorenzis, pone l'accento su un altro problema che interessa in qualche modo la statale Maglie-Leuca: le discariche mai bonificate scoperte dalla Guardia di Finanza lungo il tracciato. 
“È necessario fermare la costruzione della strada statale 275 e provvedere all’immediata bonifica dei luoghi – dichiara il deputato salentino primo firmatario di un' interrogazione parlamentare ai Ministri Galletti, Padoan, Lupi ed Alfano. "La Regione e lo Stato – continua De Lorenzis (M5S) – non possono pensare di seppellire, sotto chilometri di asfalto, territori che sono stati adibiti per molti anni allo smaltimento di rifiuti senza prevedere, tra l’altro, una regolare bonifica". 

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