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Salento Book Festival, a Tuglie Antonio Castrignanò presenta Babilonia

L'evento si apre stasera alle 20:30 con la presentazione dell’ultimo lavoro discografico di uno degli interpreti musicali più rappresentativi del Salento nel mondo, con la partecipazione di Rocco Nigro e Luigi Marra.

Parte stasera da Tuglie la XII edizione del Salento Book Festival. La più grande rassegna itinerante pugliese legata ai libri, organizzata dall’associazione culturale Festival Nazionale del Libro, ideata e diretta dal giornalista e autore TV Gianpiero Pisanello, che da quest’anno torna anche a curare la direzione artistica, prende il via ospitando il musicista Antonio Castrignano, uno degli interpreti della musica popolare più rappresentativi del Salento nel mondo.

Al SBF presenterà il suo ultimo lavoro discografico, “Babilonia” (Ponderosa). Uscito lo scorso 18 febbraio, è un viaggio nel corpo elettrico del Salento di oggi: l’autore ed interprete ridisegna le mappe del suo paesaggio sonoro tra antichi rituali e sperimentazione.

Appuntamento alle ore 20:30 nel Museo della Civiltà contadina di Tuglie, in piazza Giuseppe Garibaldi. Castrignanò sarà accompagnato da Rocco Nigro alla fisarmonica e Luigi Marra al violino. Intervista a cura di Bianca Chiriatti. Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti (info: 348.5465650).

Scheda BABILONIA
Dipinga il suo villaggio chi vuol essere universale. Ma nel villaggio globale contemporaneo, dove tutto è flusso istantaneo e il tempo non è che il presente obbligatorio che scrolla via in miliardi di dispositivi sincronizzati, essere universale non basta più. Compito dell’artista è semmai quello di fermarlo, il tempo, o prenderlo d’anticipo, farci intravedere e presentire il mondo che sta per arrivare. E se nasci in una terra di giganti e visionari come il Salento, devi anche essere disposto a misurarti con una tradizione musicale smisurata, prima di rendere vero quel che sogni. Visionari sì, ma ben radicati nella terra dei padri.  Figlio dei millenni e della tarantola e lucido interprete del presente Antonio Castrignanò è musicista, cantante, autore di estasi e trascinatore, un giovane ciclope che usa metà della sede cento braccia per suonare i tamburelli e metà per salutare i giganti al di là dell’orizzonte, abbracciarli e ospitarli come re stranieri nella sua piccola patria. Babilonia è il nome che ha dato a questa sua geografia musicale: “Babilonia è un viaggio corale fuori dai confini Salentini alla scoperta di lingue e culture differenti, con la voglia di raccontare se stessi e conoscere la storia altrui - dichiara Antonio Castrignanò – Brani inediti, arrangiamenti originali, nuove esperienze, melodie e ritmi che si intrecciano ad anime provenienti da altri luoghi, come l’Africa Sub Sahariana, la Turchia, l’India. Babilonia siamo noi. Si parte da sud e si torna a sud, tappa dopo tappa, brano dopo brano, affrontando temi universali, natura, lavoro, amore, insieme ad artisti immensi come Sona Jobarteh, Enzo Avitabile, Don Rico e Badara Seck, Mercan Dede”.

Un disco di ricchezza babilonese, con dentro tutte le lingue del mondo, a cominciare dal dialetto che affronta molti temi universali, antichi ma molto attuali: il rapporto tra uomo e natura, l’amore, il lavoro, il femminile. La musica di Antonio Castrignanò viene da lontano, da una lunga ricerca personale: “E’ un’esigenza individuale sempre accesa in me, quella di risalire alla fonte e riportare ai nostri giorni la musica di un antico rituale come quello della Taranta. Una musica viva e passionale che attraverso il tempo si arricchisce di sonorità, colori, volti storie, si carica di significato e si allarga al mondo diventando comunità, emozione, guarigione… luce.” Ma Babilonia non è un disco di visioni all’indietro, così tipiche nelle musiche folk, anzi: “Questa non è musica tradizionale, che è già stata. Questa è la musica che sarà. Racconta i temi e i dubbi che oggi ci attanagliano con un linguaggio volutamente rivolto ai giovani”.

Anche i due singoli che hanno preceduto l’album vanno in questo senso: Taranta World è una fantasticheria elettrica sulla pizzica, tra fiamme rituali e i suoni specchianti del contemporaneo. Masseria Boncuri, luogo simbolo della lotta contro il caporalato, è un potente groove di corde intrecciate a percussioni che attinge alle sonorità del Mediterraneo per raccontare la realtà e lo sfruttamento nei campi salentini, pugliesi, del mondo intero. Il brano vede la partecipazione preziosa di Enzo Avitabile. Oltre ai musicisti che da sempre affiancano e sostengono Castrignanò, il disco ospita numerosi artisti internazionali: la cantante del Gambia Sona Jobarteh, unica musicista donna a suonare la kora, ossia l’arpa africana, discendente da una famiglia Griot da sette generazioni. Il geniale musicista e produttore turco Mercan Dede, il grandissimo Enzo Avitabile, la voce storica di Sud Sound System Don Rico  infine il cantante senegalese Badara Seck, energia vitale allo stato puro.


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