La Giunta vara il piano di riordino ospedaliero. Polemiche a Casarano per il declassamento

martedì 1 marzo 2016
Il piano prevede undici ospedali di primo livello, cinque ospedali di secondo, dodici di base mentre otto saranno riconvertiti.

«La Giunta ha approvato il piano di riordino degli ospedali. Una prima cosa: non ci sono strutture che chiudono, ma ci sono strutture che vengono riconvertite». Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha commentato l’approvazione del piano di riordino ospedaliero. E specifica: «Non ci sono stati tagli: semplicemente, come si fa in casa, quando c’è scarsità di un elemento, si cerca di concentrare tutte le risorse dove servono, cercando di evitare di sprecarle dove servono meno. E questo è stato fatto».

Il provvedimento che verrà inviato a Roma per la successiva valutazione prevede: cinque ospedali di secondo livello – “Ospedali riuniti” di Foggia, Policlinico di Bari, “Santissima Annunziata” di Taranto, “Perrino” di Brindisi, “Vito” Fazzi di Lecce; undici ospedali di primo livello – “Masselli” di San Severo, “Tatarella” di Cerignola, “Bonomo” di Andria, “Dimiccoli” di Barletta, “Di Venere” e “San Paolo” di Bari, ospedale della Murgia di Altamura, ospedale civile di Castellaneta, “Camberlingo” di Francavilla Fontana, “Sacro cuore” di Gallipoli, “Delli Ponti” di Scorrano, cui si aggiungono gli ospedali privati e classificati dotati di pronto soccorso.

Previsti anche dodici ospedali di base (ospedale civile di Manfredonia, “Vittorio Emanuele” di Bisceglie, “Umberto I” di Corato, “Don Tonino Bello” di Molfetta, “San Giacomo” di Monopoli, “Santa Maria degli Angeli” di Putignano, “Ferrari” di Casarano, “San Giuseppe” di Copertino, “Santa Caterina” di Galatina, ospedale civile di Ostuni, “Giannuzzi” di Manduria, “Valle d’Itria” di Martina Franca).

L’ospedale “Lastaria” di Lucera è inserito tra le strutture di “area disagiata”: «Abbiamo salvato uno degli ospedali che era destinato a chiusura da tanto tempo che avrà un regime molto particolare, quello tipico delle zone disagiate»

Saranno avviati alla riconversione otto ospedali: “Fallacara” di Triggiano, “Sarcone” di Terlizzi, “San Camillo” di Mesagne, “Melli di San Pietro Vernotico”, “Umberto I” di Fasano, “San Marco” di Grottaglie, ospedale Caduti di tutte le guerre di Canosa e “San Nicola Pellegrino” di Trani. La rete di assistenza ospedaliera si arricchirà, inoltre, di quattro nuovi ospedali, la cui costruzione consentirà l’ulteriore e successivo accorpamento degli stabilimenti.

Polemiche a Casarano, dove il “Ferrari” è stato declassato ad ospedale di base. “Togliere posti letto e reparti a Casarano -scrive in una nota il sindaco Gianni Stefano- che non possono essere implementati né a Scorrano né a Gallipoli, poiché sono presidi già saturi e che non hanno nessuna possibilità di fronteggiare le esigenze sanitarie del territorio, significa il caos della Sanità per il Basso Salento. A meno che l'obbiettivo finale non sia semplicemente quello di "tagliare" circa 200 posti letto per l'area di Casarano.

Declassare l'Ospedale di Casarano significa impoverire il territorio non solo dal punto di vista Sanitario, significa inevitabile perdita di professionalità, significa anche danni al turismo locale.

Nel periodo estivo l'Ospedale di Casarano ha fronteggiato bene l'incremento esponenziale della popolazione turistica e lo dicono i dati. Il turismo non è solo Gallipoli, che riesce a fronteggiare a mala pena quello localizzato nell'area dellacCittà. Il turismo è principalmente quello delle marine del Comprensorio di Casarano, i cui Sindaci con la delibera di ieri Le manifestano il dissenso delle comunità che rappresentano”. 

 

 

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