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Lotta al covid, mangiare con consapevolezza per proteggere il sistema immunitario

Mangiare sano ed evitare l’uso improprio di farmaci preserva il nostro sistema immunitario. Parla la dietista Patrizia Gaballo

Il microbiota umano influenza il nostro sistema immunitario: se il primo è in equilibrio, anche il secondo funziona bene e può rispondere meglio agli attacchi esterni. Stiamo parlando di quella che noi “profani” chiamiamo “flora intestinale, cioè l'insieme di microorganismi simbiotici che sono all’interno del nostro organismo e ne assicurano l’equilibrio. Ne abbiamo parlato in passato con l’immunologo Mauro Minelli e abbiamo scoperto che il microbiota intestinale ha un grande ruolo nella longevità: una ricerca scientifica condotta dal Babraham Institute, di Cambridge (Inghilterra), pubblicata sull’autorevole “Nature Communications”, ha dimostrato che con il trapianto dei batteri intestinali di topolini giovani nella pancia di topolini anziani, il sistema immunitario di questi ultimi ringiovanisce. Mangiare sano ed evitare l’uso improprio di farmaci preserva il nostro sistema immunitario. Con la dietista Patrizia Gaballo vi spieghiamo come “mangiare con consapevolezza”.

Un sistema immunitario forte è in grado di rispondere meglio a qualsiasi attacco, soprattutto a quello del virus SARS-CoV-2, che quando attacca gli organismi malfunzionanti colpisce molto duramente (si finisce in terapia intensiva). Il ruolo chiave del microbiota è ormai inconfutabile: stiamo parlando di una specie di “organo” a se stante, fatto da centinaia di tipi diversi di batteri fondamentali per il nostro metabolismo, per la funzione cerebrale e per la risposta immunitaria. Mantenere in equilibrio il microbiota significa evitare che prevalgano i batteri nocivi su quelli positivi per la nostra salute. Per avere un sistema immunitario forte bisogna imparare a mangiare bene, perché la “flora intestinale” resti in equilibrio. A volte c’è bisogno di una guida per capire cosa si deve mangiare, in quali quantità e in quali ore del giorno. Sovrappeso e obesità sono i nemici più insidiosi della nostra salute. La dieta mediterranea e lo sport sappiamo che, in genere, fanno bene al nostro organismo, ma per chi soffre di reflusso e gastrite ingerire cibi acidi, come il pomodoro, che su altri soggetti può essere un toccasana, crea non pochi problemi. Ecco perché mangiare male (cioè in modo non adeguato al proprio microbiota) oppure utilizzare farmaci in modo inadeguato può danneggiare i batteri positivi facendo proliferare quelli che danneggiano il nostro organismo. Lo squilibrio, cioè l’alterazione della flora batterica, porta alla disbiosi. 

Con il termine microbiota si intende l'insieme di microrganismi vero e proprio, mentre con il termine microbioma si fa riferimento al patrimonio genetico del microbiota. L’immunologo Minelli ci ha spiegato che “alcuni alimenti nutrono i batteri fermentativi che abbiamo in grande abbondanza a livello intestinale”. Questi batteri che vengono alimentati cominciano a produrre dei loro metaboliti, ma uno di questi metaboliti è in grado di generare una patologia che simula molto un reflusso gastroesofageo. Quindi, il sintomo ci porta sulla strada sbagliata: tante volte non si tratta di reflusso gastroesofageo. “Per cui in un paziente in queste condizioni, se viene somministrato il classico protettore gastrico, non avrà alcun vantaggio, perché la patologia non è gastrica, ma parte da molto più sotto (viene da un ambito intestinale potentemente compromesso da questi batteri fermentativi, che producono questa sostanza che risale su e determina fenomeni di irritazione faringea, abbassamento di voce, alitosi, difficoltà a deglutire)”. Ecco perché bisogna fare attenzione a quello che mangiamo e adattarlo alle specifiche esigenze del nostro microbiota. 

LA SALUTE VIEN MANGIANDO BENE 

“Mangiare bene è una cosa seria: ci vuole consapevolezza, bisogna ritrovare la motivazione” - afferma la dottoressa Patrizia Gaballo, Dietista - esperta di dietoterapia e nutrizione clinica del Centro Diagnostico Calabrese di Cavallino.

L'obiettivo è la ricerca della salute, ma spesso è necessaria assistenza, motivazione e una tabella di marcia. 

Ci sono dei passi da fare:

 - definire gli obiettivi di salute e benessere e creare un piano per raggiungerli;

 - trovare la motivazione che rende responsabili fino al raggiungimento degli obiettivi;

 - ricollegare  la mente e le papille gustative per ricercare piacere nei cibi sani ed evitare cibi malsani;

 - ascoltare il corpo e scegliere i cibi migliori per la costituzione corporea;

 - rimediare a disturbi comuni (problemi digestivi, problemi della pelle, mal di testa, poca energia, malumore e altro) cambiando la dieta;

- capire cosa sta causando problemi alimentari (eccesso di cibo, pancia gonfia, reflusso gastroesofageo, voglie di cibo spazzatura, stipsi e altro) e rimediare trattando la causa principale rispetto al solo sintomo;

- sviluppare abitudini alimentari e stile di vita salutari che portano anche ad un equilibrio intestinale per avere un microbioma sano;

“Tutte queste problematiche di possono superare con una corretta scelta degli alimenti - spiega la dottoressa Gaballo - 

La salute è nel piatto! Grazie al mio specifico programma aiuto a raggiungere i propri obiettivi.

 Lavoro con pazienti di tutte le età che hanno obiettivi e capacità diverse, ma il cibo è sempre una costante.  Il cibo che mangiamo controlla il nostro livello di energia, il nostro umore e, soprattutto, la nostra salute.

La nutrizione è unica, proprio come ognuno di noi. Non esiste  un ‘sistema’ che funzioni per tutti. Io esamino le abitudini alimentari e creo un piano nutrizionale esclusivo”. 

Si parte dal questionario per poi arrivare al diario alimentare nei 3 giorni successivi.

Durante la prima seduta, si discutono le tue abitudini alimentari del paziente, la sua attività e qualsiasi altra cosa che influenzi la sua alimentazione. Il primo passo è lo studio del singolo organismo: peso, altezza e misure antropometriche. 

Particolare attenzione si rivolge ai cibi che danno problemi e alle reazioni che scatenano nel corpo. 

Dopo la consultazione iniziale, si monitora il menù e si farà un check-in settimanale, bisettimanale o mensile per rispondere alle preoccupazioni e apportare le modifiche necessarie.

Il risultato sarà “cucire” un’alimentazione su misura che rafforzi il sistema immunitario e ci faccia vivere meglio e in salute.

Gaetano Gorgoni  

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