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Area Marina Protetta di Porto Cesareo, bonifica di attrezzi da pesca dispersi

In azione il WWF ed i Carabinieri Sommazzatori nell'ambito del progetto ''Ghost Gear''.

Avviate e concluse con grande successo, le attività di ricerca e bonifica nel cuore della riserva nazionale Marina Porto Cesareo.  Il WWF, in collaborazione proprio con l'Area Marina Protetta Porto Cesareo ed il Nucleo dei Carabinieri Subacquei di Pescara, ha condotto nei giorni scorsi le attività di ricerca e rimozione degli attrezzi da pesca dispersi per la bonifica dei fondali marini nell'ambito del progetto WWF Ghost Gear.

Da venerdì 12 a martedì 16 aprile, infatti, gli operatori subacquei del Nucleo dei Carabinieri in collaborazione con il WWF e Area Marina Protetta hanno scandagliato i fondali dell'Area Marina per identificare gli attrezzi da pesca dispersi, mapparli e rimuovere ove possibile quelli dannosi per l’ecosistema marino.

Le ricerche sono state guidate dalle segnalazioni condivise da centri diving e pescatori locali che meglio conoscono le acque della zona e che hanno supportato le attività di ricerca. Durante queste operazioni, sono stati raccolti video e foto che saranno analizzati da biologi specializzati per definire l'eventuale e corretta modalità di rimozione degli attrezzi per garantire il minor impatto possibile agli habitat circostanti. Reti, nasse, palangari - dispersi, abbandonati o illegali - e rifiuti di altro genere, sono gli oggetti inquinanti che sono stati ritrovati durante le ricerche.

''Gli attrezzi da pesca che accidentalmente possono essere dispersi dai pescatori - detti Ghost Gear - continuano tristemente a catturare per lungo tempo, anche specie target della pesca professionale, arrecando gravi danni ambientali ed economici, anche agli stessi operatori ittici. La ricerca degli attrezzi nei fondali è un lavoro che richiede molto tempo e grandi sforzi. Queste operazioni possono essere facilitate grazie al supporto dei diving e pescatori, sia ricreativi che professionali, che possono segnalare prontamente gli attrezzi rinvenuti sui fondali. WWF ha rilasciato un'apposita applicazione per cellulari “WWF Ghost Divers”, per raccogliere le segnalazioni in un apposito database e programmare le campagne di pulizia'', ha affermato Elettra Giampaoletti del WWF Italia.

Date le ampie dimensioni, gli operatori dell'Area Marina Protetta continueranno le attività di mappatura nei mesi successivi grazie all'uso di nuova strumentazione scientifica all'avanguardia. Il progetto Ghost Gear si inserisce nel percorso di cogestione iniziato già nel 2019 che vede AMP, WWF, autorità locali, enti di ricerca e cooperative di pescatori artigianali collaborare per trovare soluzioni verso una maggiore sostenibilità ecologica e socio- economica della piccola pesca locale.

E’ proprio grazie a questa buona collaborazione tra AMP, WWF, Arma dei Carabinieri, Capitaneria di Porto, pescatori, diving center e tutte le parti interessate che sarà possibile effettuare una estesa bonifica dei fondali e lo smaltimento corretto dei materiali recuperati come previsto dal progetto Ghost Gear.


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