Specchia rigetta la scelta sulla 275: “Mancanza di rispetto: si adegui la strada esistente”

lunedì 21 ottobre 2019

L’amministrazione ha inviato una nota di protesta all’assessore regionale Giovanni Giannini e, per conoscenza, al ministro Paola De Micheli esprimendo rammarico e disapprovazione.

Specchia non ci sta e propone una soluzione “light” per il completamento della 275. Con una lettera inviata all’assessore regionale Giovanni Giannini e per conoscenza anche al ministro Paola De Micheli, il sindaco Alessandra Martinucci e il vicesindaco Roberto Musio, esprimono rammarico e disapprovazione per la scelta definitiva del nuovo tracciato del secondo lotto, che dovrebbe passare tra Lucugnano e Specchia deciso in maniera rapida nel maggio scorso.

“La questione “completamento” -scrivono- nasce circa 25 anni fa, quando si diede il primo “impulso” con un progetto di circa 110 miliardi di lire, era il 1994. Di fatto, passeranno altri otto anni e siamo, quindi, nel 2002 per riconfermare quel tracciato dove, nella parte oggi denominata “secondo lotto” (da Montesano Salentino a a Leuca), riferendoci squisitamente al tratto che occupa la zona di nostra competenza, il tracciato prevedeva il passaggio nel territorio di Tricase. Esattamente tra il territorio di quest’ultimo comune e la sua frazione Lucugnano (soluzione denominata ad “ovest” di Tricase). Di questa strada, si ritorna a parlare dopo 12 anni, solo nel 2014 quando il passaggio relativo, sempre limitatamente al tratto che ci occupa, si sposta ad est di Tricase. Prende infatti corpo una nuova ipotesi progettuale del secondo lotto che prevede l’utilizzo della strada cosiddetta “Cosimina” (una sorta di tangenziale, sopraelevata, del comune di Tricase) con successivo interessamento del comune di Tiggiano. Sono trascorsi cinque anni da quel progetto”.

Gli amministratori propongono una nuova soluzione: “Molti cittadini non sanno che la strada che si intende realizzare, nel tratto da Montesano fino a Santa Maria di Leuca, sarà una semplice “due corsie”. Possibile che a nessuno sia venuta l’idea, in questo secondo tratto della 275, di conservare il percorso attuale? Sarebbe bastato individuare dei percorsi alternativi, una sorta di circumvallazione che avrebbe evitato il traffico nei centri oggi particolarmente interessati cioè Montesano Salentino, Lucugnano, Alessano e Gagliano del Capo, con utilizzo di territorio alternativo degli stessi comuni. Al momento non esiste un preliminare né, ancor meno, uno studio di fattibilità al contrario degli altri due progetti esistenti e il cui costo ricadrà sulle tasche dei cittadini. Riteniamo che la nostra intera comunità, sia stata maltrattata, per i tempi e le modalità in cui avete liquidato la questione. Avevate due progetti, ed avete approvato, invece, una ipotesi basata su una semplice linea disegnata senza dare tempo o almeno il conforto di un progetto preliminare ai cittadini di Specchia”.

Il sospetto è che si sia voluta risolvere una questione annosa, ai danni della comunità specchiese: “La scelta operata ha dato sicuramente la possibilità, alle vecchie parti in causa, di risolvere i loro problemi e le loro beghe, trasferendo improvvisamente il tracciato dall’adriatico, quasi, sullo Jonio. Siamo stati sacrificati ad una inspiegabile logica di decisione o spiegabile, più semplicemente, come quella del “male minore”, ma non sicuramente dal punto di vista delle economie. Il 20 settembre scorso a Bari, diversi rappresentanti, hanno dichiarato, che la migliore soluzione sarebbe stata quella ad ovest di Tricase. Per alcuni, come i rappresentanti dei comuni di Alessano, Gagliano del Capo e Castrignano Capo la terza ipotesi era solo alternativa della soluzione ovest, eppure a questi comuni poteva anche non interessare il tratto precedente al loro territorio ma hanno espresso, comunque e con coerenza, quella che secondo il loro giudizio era la migliore soluzione per l’intero percorso. Ricordiamo, inoltre, che Miggiano e Specchia erano esclusivamente per la “ovest”. Si sarebbe invece potuto dare avvio ai lavori del primo tratto e chiedere un tempo congruo tale che i comuni potessero portare idee e non accettare soluzioni, di fatto, già preordinate”.

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