Cromo esavalente nel cemento usato da Tap, la denuncia degli attivisti: "E' cancerogeno"

mercoledì 16 gennaio 2019
I dati di Arpa confermano la presenza della sostanza in quantità superiore alla soglia consentita 

Il cromo esavalente nel cemento utilizzato per la costruzione del pozzo di spinta di Tap è presente in quantità maggiore rispetto alla soglia limite prevista dalla legge. Lo fa sapere il Comitato No Tap che cita i dati relativi alle analisi chimiche effettuate da Arpa Puglia. Finora erano stati resi noti soltanto i risultati delle verifiche effettuate sui terreni e sulle acque di San Basilio sulla base dei quali la Procura di Lecce nel dicembre scorso ha aperto un'indagine a carico di 16 persone.

“Il dato più allarmante è che il cromo esavalente pare essere ben oltre la soglia limite- denunciano i No tap - il valore riscontrato è pari a 11,3 parti per milione, quando invece la soglia massima prevista dal D.M. 10 maggio 2004 è di 2 parti per milione. Nel cemento può essere contenuta una certa quantità di cromo esavalente. Ormai in molti paesi il contenuto di cromo esavalente è regolamentato. Secondo la normativa della comunità europea, recepita in Italia attraverso il decreto ministeriale della salute D.M. 10 maggio 2004, non deve superare le 2 parti per milione.
Tale decreto previene alcune problematiche relative alla possibilità di dermatiti allergiche da contatto e rischi legati al fatto che il Cr VI è cancerogeno per l'uomo."

Questo vuol dunque dire che l'inquinamento da cromo esavalente riscontrato nella falda è opera di TAP? Vuol dire che è stato utilizzato cemento contaminato? Vuol dire che le preoccupazioni di migliaia di cittadini sono diventate purtroppo una triste realtà, già nella fase iniziale di costruzione del gasdotto? 
Ci si augura che si possa fare luce quanto prima su tutto questo, perché se qualcuno sta nuocendo alla salute della popolazione deve pagare, perché "se emergeranno irregolarità" qualcuno dovrà avere il coraggio di fermare l'opera”.

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