Maxi risorse per 4400 anziani non autosufficienti dell’Asl: in arrivo 46 milioni di euro

venerdì 17 aprile 2015

L’accordo di programma per la realizzazione di cure domiciliari integrate a supporto del piano sociale di zona e del piano di assistenza e coesione per anziani contenuto nella delibera di giunta regionale del 30 marzo scorso.

L’accordo di programma per la realizzazione di cure domiciliari integrate a supporto dell’attuale Piano sociale di zona e del Pac, il piano di assistenza e coesione per gli anziani è contenuto nella  delibera della Giunta regionale n. 630 del 30 marzo scorso.

Nell’accordo, che dovrà essere firmato entro il 27 apile prossimo, si dovrà stabilire: quanti soggetti, a quali servizi hanno diritto e per quante ore settimanali. A fare la selezione sarà l’«Unità geriatrica di valutazione», sulla base delle patologie, delle condizioni sociali e del reddito del soggetto.

Le cure a domicilio saranno di 1° livello, fino a 5 giorni a settimana, per  prestazioni di tipo medico, infermieristico, riabilitativo, assistenza farmaceutica e accertamenti diagnostici a favore di persone con patologie che richiedono continuità assistenziale e interventi programmati di 2° livello per prestazioni fino a 6 giorni, che prevedono lesioni vascolari croniche e ferite fino alla guarigione; trattamento con medicazioni avanzate, inclusi i pazienti con un piano di assistenza  individuale e le cure a tutti i pazienti oncolgici di 3° livello, ad alta intensità, per 7 giorni a settimana, a favore di soggetti ad elevato livello di complessità clinica e sintomi di difficile controllo. Sono pazienti oncologici, terminali, soggetti in dipendenza dalle macchine e destinatari di cure palliative. In questo caso le gestione è in capo al medico di famiglia o al pediatra in caso di bambini.

L’accordo prevede che il cittadino partecipa con il suo reddito che con le nuove regole Isee ha allargato notevolmente la platea degli esenti. Nei prossimi giorni il direttore generale della Asl approverà l’accordo di programma e lo invierà ai 10 distretti socio sanitari che lo faranno sottoscrivere a tutti i comuni capofila degli Ambiti territoriali sociali. I comuni dovranno contribuire per le prestazioni assistenziali sociali, ausiliarie e sociosanitarie.  (governo della casa, pulizie, pasti ecc..).

In Puglia negli ultimi 4 anni le persone anziane non autosufficienti prese in carico Adi sono passate da 13.431  a 19.106, con un incremento del 42%.  Incremento che non può far sottacere che la Puglia, con il suo 2,34%  è ancora indietro rispetto all’obiettivo nazionale, fissato al 3,5%. E rispetto alla media nazionale che è del 4,3%. Per non citare l’ Emilia Romagna (11.9%) e l’Umbria (7.9%).  C’è da dire però che in Puglia le ore/anno dedicate all’anziano in carico Adi è di 43, a fronte della media nazionale che è di 20 ore /anno.

In provincia di Lecce gli «anziani» (ultra 65enni) sono 177.672, su una popolazione residente di 807.256  al 1°gennaio 2014 (dati Istat). Gli ultra 75enni sono 88.342 e gli ultra 85enni sono 23.893 (negli ultimi 7 anni sono cresciuti del 50%).  Gli anziani non autosufficienti nella Asl di Lecce sono circa 4.400, un tasso  maggiore perché nel Salento l’aspettativa di vita è cresciuta vistosamente.

Fonte: www.salutesalento.it

 

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