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Lopalco: «Nuovi casi di SARS-COV-2 miccia di futura esplosione epidemica: corriamo ai ripari»

Secondo l’epidemiologo, capo della task force pugliese, sei mesi fa è cominciato tutto così, ma ora abbiamo i mezzi per frenare l’impennata dei contagi

Oggi proviamo a dare risposte precise riguardo a quello che sta accadendo in Italia e nel Salento: la curva del contagio cresce. Ieri sera sono stati riscontrati 845 contagi in un solo giorno. A Lecce, in serata, l’Asl ha registrato 3 nuovi casi e due tamponi “indeterminati” eseguiti su migranti: i nuovi positivi sono un 36enne brindisino, una 52enne di Galugnano e un 16enne. I casi aumentano e sono quasi tutti “portatori” senza o con pochi sintomi. Non c’è allarme nelle terapie intensive, che restano vuote nel Salento. Gli asintomatici devono allarmarci, vista la minore gravità clinica?  

A questa domanda facciamo rispondere a uno dei massimi esperti in Italia, che conferma l’aumento del contagio tra i giovani (a livello nazionale l’età media degli ultimi 7 giorni è di 30 anni). 

Secondo l’epidemiologo, capo della task force pugliese, sei mesi fa è cominciato tutto così, ma ora abbiamo i mezzi per frenare l’impennata dei contagi. Sappiamo cosa fare e la sanità si è organizzata. Le terapie intensive sono vuote e ci sono novità e conoscenze che permettono di trattare con successo i pazienti con il covid-19. Ma nulla si può fare di fronte a una sottovalutazione collettiva della pandemia: se tutti abbassano la guardia, il contagio diventa incontrollabile. Insomma, stop alla superficialità, che consiste anche nel considerare i cosiddetti asintomatici come casi irrilevanti: sono la miccia di una potenziale grande esplosione. 

INTERVISTA AL PROFESSOR PIERLUIGI LOPALCO, EPIDEMIOLOGO A CAPO DELLA TASK FORCE PUGLIESE 

Professore, tanti lettori si pongono sempre la stessa domanda: se abbiamo a che fare con pazienti senza sintomi con SARS-CoV-2 per il 90% dei casi, perché dobbiamo preoccuparci? Inoltre le terapie intensive restano vuote...

“La situazione non è grave sul piano dell’assistenza ospedaliera: eppure proprio questa rappresenta la miccia di una futura esplosione epidemica. Quello che è successo a febbraio e a marzo è partito così, in sordina. Ha cominciato a circolare fra i giovani in maniera sintomatica, oppure con pochi sintomi, finché non si è raggiunta una quantità di persone e di portatori che poi hanno portato all’esplosione del virus. Questo principio bisogna capirlo bene prima di trarre conclusioni affrettate”. 

Le persone cercano di rassicurarsi minimizzando: siccome sono quasi tutti asintomatici, allora nessuna paura...

“Questo è l’inizio di una curva epidemica, che se non viene bloccata poi acquisirà la solita caratteristica di curva esponenziale, che a quel punto non sarà più gestibile”. 

Stiamo rischiano nuove chiusure?

“No, dobbiamo riuscire a gestire bene la situazione in queste condizioni. Per gestire bene la nuova andata le persone devono mettersi nelle condizioni di evitare le occasioni di contagio. Le autorità sanitarie da sole non ce la fanno”. 

Quindi, siamo ancora in tempo per non finire come a febbraio, vero? 

“Esatto. Se tutti alzano la guardia la situazione sarà contenuta e non ci sarà necessità di chiudere nulla”. 

Lei ha cercato di spiegare cos’è un “portatore” di SARS-CoV-2, che definiamo “asintomatico”: significa che sta bene? 

“Significa che ha un’infezione in atto, con zero o pochi sintomi, ma è contagioso. Contribuisce a far circolare più velocemente il virus”. 

I tamponi “indeterminati” invece dobbiamo considerarli positivi (è il risultato di ieri si due migranti che sono in un centro di accoglienza leccese)? 

“Spesso è un problema di laboratorio a cui non puoi dare il significato di una positività in corso”. 

Può significare che sono rimaste tracce di un virus con cui si è già avuto a che fare? 

“Certo, è possibile”. 


Gaetano Gorgoni 

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