Cronaca Economia e lavoro Maglie 

Da Maglie un appello disperato: ''Aiutatemi a trovare un lavoro''

La toccante vicenda umana di Maria Rosaria Palmarini, una giovane donna percettrice di Reddito di Cittadinanza che chiede un lavoro per sopravvivere dignitosamente.

Una telefonata è giunta alla redazione di LecceSette per raccontare una storia caratterizzata da una grande dignità ma anche da grandi sofferenze e richieste rimaste finora sempre inascoltate. E' quella fatta da Maria Grazia Palmarini, giovane salentina a cui la vita ha tolto tutto all'improvviso, costretta ad accettare impieghi sfociati in episodi di mobbing e bossing, ma che da percettrice di Reddito di Cittadinanza quale unico sostentamento continua a cercare un lavoro.

Questa la lettera aperta inviata alla nostra testata:

''Buongiorno. Mi chiamo Maria Rosaria Palmarini e vivo da Maglie. Scrivo affinché il mio grido di disperazione per la spasmodica ricerca di lavoro, che da 3 anni non riesco a trovare, non resti inascoltato o, meglio, insabbiato e ignorato.

Ho 46 anni e fino a 3 anni fa la vita è stata generosa con me. Poi mi ha tolto tutto: i miei genitori, i miei affetti più cari e anche la mia attività. Sono una percettrice di Reddito di Cittadinanza, forse una delle poche persone che vive basandosi su quello perché io non lavoro a nero, né tantomeno posso svolgere per alcuni problemi di salute, per cui faccio parte delle categorie protette, tutti i lavori.


Posso fare la cassiera, la commessa, la segretaria, qualsiasi mansione
impiegatizia. Ho conseguito la Maturità Classica e studi universitari poi interrotti che comunque mi consentono di apprendere qualsiasi cosa.

La mia spasmodica fame di lavoro mi ha portato ad accettare contratti di lavoro assurdi per cui ho lavorato nel 2021 per 3 mesi come cassiera e
pagata a 3,50 euro l'ora. Nonostante ciò, ho subito ho accettato perché avevo bisogno e poi sbattuta per strada senza un motivo, anzi mi fu impedito anche di andare in bagno in più occasioni rischiando un blocco renale.

Sono stata anche in quel periodo oggetto di mobbing e bossing. Alla fine mi sono ritrovata a casa con il reddito di cittadinanza da 500 a 350 euro. La stessa decurtazione l'ho subita da febbraio 2023 per aver lavorato a novembre e dicembre 2022 part time con la promessa di proroga e trasformazione di contratto da part-time a full che non è però avvenuta. Sto subendo troppe umiliazioni sia dai privati, sia dalle istituzioni che probabilmente mi considerano una persona scomoda e malvista poiché provengo da una realtà di benessere e forse non aspettavano altro che una mia caduta.

Io difendo solo il mio diritto al lavoro che se non riesco a trovare da sola, le istituzioni devono aiutarmi a trovarlo e non farlo passare come un favore che non possono o non vogliono fare. È possibile che nessun imprenditore possa offrirmi un lavoro? Nessun può vivere senza uno stipendio. Nemmeno io. Io non voglio il Reddito di cittadinanza. Io voglio quello che mi spetta. Io voglio un lavoro, senza bisogno di comprarlo e senza vivere più con la disperazione che se non scendi a compromessi, il lavoro non arriverà mai.

Aiutatemi a riprendermi la mia dignità che stanno cercando di calpestare.

Maria Rosaria Palmarini da Maglie''.


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