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A Koreja un fine settimana di approfondimento dedicato a Fenoglio

Domani e domenica in scena Beppe Rosso con ''Un giorno di fuoco'', per la regia di Gabriele Vacis. Nel foyer un incontro con Bianca Roagna, direttrice del Centro Studi Beppe Fenoglio di Alba tra foto e documenti d’archivio.

Giuseppe Fenoglio, detto Beppe, è stato uno degli scrittori italiani più grandi, liberi e innovatori del Novecento. Uno degli autori di più ampio respiro di tutta la letteratura italiana. Nasce ad Alba il 1° marzo del 1922. È stato un partigiano, scrittore e traduttore italiano. Ha rivoluzionato il linguaggio, lo spirito e il sentire di più generazioni di lettori. Aveva imparato l’italiano sui libri, perché la lingua madre era il piemontese di Alba, dialetto capace di raccontare la guerra, la Resistenza, la giovinezza, il territorio, l’amicizia e l’amore come nessuno, con dignità, poesia, genio, smarrimento e civiltà. Cresciuto in una famiglia di lavoratori, aveva frequentato la scuola per iscriversi, poi, alla Facoltà di Lettere di Torino. Nel gennaio 1943 è chiamato alle armi. Nel 1944 si unisce alle prime formazioni partigiane. Muore a poco più di quarant’anni. Viene sepolto con rito civile nel cimitero di Alba, “senza fiori, soste e discorsi”, come aveva lasciato scritto in un biglietto. Il suo romanzo più noto e da molti considerato il migliore, Il Partigiano Johnny, viene pubblicato postumo per la prima volta nel 1968.

Allestito in teatro per il Centenario della nascita di Fenoglio, sabato 24 febbraio alle ore 20:45 e domenica 25 febbraio alle ore 18:30 arriva a Koreja ''Un giorno di fuoco'', lo spettacolo di Ama Factory tratto dall’omonimo testo di Fenoglio con Beppe Rosso e la regia di Gabriele Vacis: una tragedia familiare trasformata in una battaglia all’ultimo sangue con le forze dell’ordine.

Pubblicato postumo nel 1963 nella veste di opera composita formata da un breve romanzo (Una questione privata) ed una dozzina di racconti, Un giorno di fuoco è il primo racconto che dà titolo alla pubblicazione, pagine ispirate ad un fatto di cronaca nera di cui lo stesso Fenoglio da bambino fu indiretto testimone durante un soggiorno estivo a San Benedetto Balbo, nelle sue amate Langhe. Le tranquille strade e l’anonima quotidianità del piccolo centro di Gorzegno vennero all’improvviso sconvolte dalla furia omicida di Gallesio, uomo solitario ed antisistema, che fiaccato da beghe familiari di natura economica, imbraccia un revolver, ammazza prima il fratello, poi il nipote, da ultimo il parroco del paese incontrato per strada: asserragliato in casa, si toglierà la vita sparandosi in bocca dopo una lunga ed inutile trattativa con le forze dell’ordine.

Questa la cronaca di una pagina nera che potrebbe essere stata estrapolata dai giornali di oggi: il tutto è narrato da Fenoglio in modalità “epica” attraverso parole e testimonianze di personaggi che da lontano, come spettatori che assistono ad uno spettacolo, riferiscono prima i sanguinosi accadimenti, poi le estenuanti trattative, da ultimo il tragico epilogo.

Come sempre, al termine dello spettacolo sarà possibile incontrare la compagnia per un momento di confronto e scambio sui linguaggi teatrali a cura dell’Ass. Palchetti Laterali e Radio Aracne.


E domenica 25 febbraio, alle ore 16:30, si svolgerà ''Fenoglio, libero interprete dei propri tempi'' (ingresso libero), un incontro di approfondimento dedicato allo scrittore delle Langhe a cura di Bianca Roagna, direttrice del Centro Studi Beppe Fenoglio di Alba e Sonia Schilardi, docente di letteratura italiana e critica letteraria. Modera la giornalista Loredana Di Cuonzo. L’incontro sarà accompagnato dalla visione di interessanti documenti custoditi nell’archivio del Centro Studi Fenoglio di Alba.


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