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Giornata contro l’omofobia: l’emozionante video che dà voce a storie di libertà

A girarlo Marta Trevisi, attrice salentina di ImprovviArt Lecce, per raccontare in modo semplice il valore della diversità

Sono passati trent’anni da quando l’Organizzazione mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali e, da allora, ogni 17 maggio, si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia, la transfobia e ogni forma di discriminazione basata sul genere, l’identità o l’orientamento sessuale.

A Lecce, si tiene la settima edizione del Rainbow Day, evento promosso dall’associazione salentina LeA - Liberamente e Apertamente, che ricorda il senso di questa giornata con una serie di incontri, tutorial, interviste, arte e musica sui canali Facebook e Instagram. Tra gli ospiti dell’appuntamento l'associazione Fermenti Lattici, la scrittrice e poetessa Giovanna Cristina Vivinetto, il performer Luca Calò, l'autrice Francesca Martina Donna, i musicisti Tuma, Merifiore e Respiro.

E poi c’è un omaggio, quello che Marta Trevisi ha regalato attraverso i propri canali, un documento unico che prova a raccontare con semplicità il coraggio di essere se stessi e quanto sia preziosa la diversità, anche nella fragilità di chi fa fatica a riconoscerla e ad amarla. Marta Trevisi è un’attrice, uno dei volti della famiglia di ImprovvisArt Lecce. I più l’hanno conosciuta e la conoscono per la dirompenza del suo alter ego, Viviana, un personaggio che, tra abbigliamenti appariscenti, posta del cuore e un oroscopo settimanale per veri intenditori, sta spopolando sui social, strappando sorrisi sinceri soprattutto in un momento complesso come quello dell’emergenza sanitaria in corso.

L’ironia di Marta Trevisi è una forza benefica che non lascia indifferenti, ma questa volta, nel nuovo video, la protagonista mette da parte questo tratto, privilegiando una testimonianza che faccia spazio ad altre emozioni. Resta la provvidenza del messaggio. Viviana c’è, ma è l’approdo di una costruzione, perché Marta Trevisi è soprattutto se stessa, quasi a voler ribadire, mettendo la propria faccia, l’importanza dell’autenticità e della verità della propria persona, che sta alla base di una giornata come questa.

Nel video, in cui veste materialmente i panni del suo “alter ego” artistico, facendo il trucco e svelando la preparazione prima di “andare in scena”, Marta presta la sua voce a storie ordinarie di libertà, quelle di affetti e conoscenti, di chi ha saputo affrontare il peso dei pregiudizi, ma con verità e amore li ha sconfitti, scegliendo semplicemente di essere se stesso.

S’intitola “Coming out” il suo racconto e le storie che si narrano attraverso i pensieri e la voce di Marta Trevisi da “ordinarie” diventano “straordinarie”, perché acquisiscono la potenza gentile del rispetto per la propria storia e per i propri diritti. «Quando perdiamo il diritto di essere diversi – recitava il giurista Charles Hughes -, perdiamo il privilegio di essere liberi».

“Coming out” è un aquilone: o una bicicletta dalle ruote sgonfie o una cassapanca che si apre con tanti aeroplani di carta turchesi o un pianoforte compagno di vita. O qualsiasi altro oggetto, emozione che regali un senso di liberazione: «Sto pensando alla questione coming out - recita una delle "voci" a cui Marta presta la sua -, ma non riesco a capire quale sia stato quello veramente liberatorio. Probabilmente, ma non ne sono sicuro, mi sono sentito veramente sereno il giorno in cui, con un documento alla mano, mi sono presentato in caserma ed ho richiesto la mia licenza matrimoniale. Fino a quel giorno, tolte tre o quattro persone molto vicine a me, in caserma ero stato un tabù. Ho liberato me stesso e qualche mio collega che viveva la sua sessualità in segreto. Il mio gesto, nella sua freddezza burocratica, ha ristabilito l'ordine di tantissime cose».

«La verità vi farà liberi» si legge nel vangelo di Giovanni. Il senso, in fondo, è tutto qui. Paure che si spezzano e una leggerezza che fa cadere i timori, gli sguardi insensibili, la pochezza di certa umanità, che disprezza se stessa denigrando la diversità degli altri. Sì, il coming out forse è proprio un aquilone, un volo lieve, genuino, sognatore. La realtà è di chi sa sognare. E l’ignoranza di chi ancora guarda alla differenza come un problema si batte con dosi di bellezza e legami di autenticità, ribadendo la verità di ciò che si è. Di essere ed amare come più ci pare.

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