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Salentina bloccata all’estero, l’appello: «Ho problemi di salute: fatemi tornare a casa»

La donna, con un problema di salute, si trovava in vacanza col suo compagno prima dell’inizio dell’emergenza: da giorni tenta di rientrare in Italia senza fortuna

Era andata in vacanza col suo compagno a bordo di un camper ben prima che scoppiasse l’emergenza Coronavirus, ma ora il divertimento si è trasformato in un incubo per una donna salentina: Anna Maria Vergari, infatti, è la protagonista 62enne di un’odissea contemporanea, che lei stessa ha voluto raccontare con un messaggio sui social e un appello ad aiutarla a rientrare a casa.

La donna e il suo compagno sono bloccati all’estero, a bordo del loro camper, senza alcuna possibilità al momento di far ritorno in Italia. I due erano partiti in Turchia col mezzo, ma, appena saputo della pandemia e della sua gravità, hanno deciso di rientrare, raggiungendo Igoumenitsa, in Grecia, con biglietto e autocertificazione. Ma, in quella occasione, veniva loro spiegato che il porto era aperto solo per il trasporto merci.

Era il 17 marzo. Da allora una settimana di telefonate disperate a consolati, Ambasciate, Farnesina, Ministero degli Interni e istituzioni, tra rimpallo di responsabilità e tentativi di trovare una soluzione: ai due è stato proposto di prendere un pullman fino ad Atene e da lì prendere un volo con due scali fino a Roma.

Un programma che, però, non sarebbe fattibile per i due, a causa delle condizioni di salute della donna: “Ho una trombosi venosa profonda – spiega in un video – con alto rischio di tromboembolismo certificata dal medico. Io non posso volare e gli organi competenti ne sono perfettamente al corrente. Perché per soli 70 chilometri dovrei espormi a un così alto rischio per la mia vita e a un così alto rischio di contagio, visti gli inevitabili assembramenti che incontrerei lungo il tragitto?”.

Allo stallo si è aggiunta la paura, con l’esperienza del terremoto vissuta due giorni fa proprio in Grecia, e un problema tecnico registratosi sul camper oggi al piano cottura, che rende difficile cuocere le scorte di alimenti a disposizione, mentre acquistarne di nuovi appare complesso in un territorio, deserto dove molte attività sono chiuse.

Di fatto i due restano bloccati in Grecia con difficoltà evidente: “Non parlo né greco né inglese - dice la donna lanciando il suo disperato appello -, le mie scorte di medicinali salvavita non dureranno a lungo. È trascorsa già una settimana e la situazione è di impietoso stallo. Sono forse una cittadina di serie B? Sono chiusa in camper e lontana da tutti da ormai più di 2 settimane, esco solo per fare la spesa munita di guanti e mascherina, sono asintomatica così come il mio compagno e voglio solo tornare a casa senza mettere in pericolo le nostre vite”.

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