Università Lecce 

Azione Universitaria Lecce: «Studenti profondamente penalizzati dalla Dad, Atenei tornino fruibili»

L'appello dei giovani universitari al nuovo Governo Draghi

«Prima che il piano “Next Generetion EU” venga redatto dal nuovo esecutivo però vorremmo lanciare un appello alle istituzioni: chiediamo quindi al Presidente del Consiglio, professor Mario Draghi, e al Ministro dell’Università e della ricerca, professoressa Maria Cristina Messa, che gli atenei vengano messi in condizione di tornare fruibili al pubblico universitario come nel periodo pre-pandemia, al più presto – lo scrivono in una nota i rappresentanti Azione Universitaria Lecce - Il nostro settore è stato uno tra i più penalizzati dalla gestione del precedente governo: la cultura ha subito uno stop allarmante, l’istruzione e l’università sono state accantonate da un governo incompetente che, incapace di gestire più problemi contemporaneamente, si è concentrato a trovare soluzioni (sbagliate) per quei settori che per primi sono stati messi in crisi dalla pandemia.
Molti studenti,infatti, hanno riscontrato disagi non di poco conto: se da un lato la DAD ha ovviato al problema dei trasporti, dall’altro ha provocato un enorme calo non solo della socializzazione all’interno degli atenei ma anche e soprattutto del rendimento degli studenti universitari. Un prezzo da pagare che, se aggiunto al resto dei disagi che la nostra generazione si trova a vivere, raggiunge ora un limite non più sopportabile. Il prezzo più alto in termini di apprendimento lo pagano però quegli studenti che, per ovvi motivi, si sono visti bloccati i laboratori inerenti il loro percorso di studi; laboratori presenti nelle più disparate facoltà e in innumerevoli dipartimenti: dagli studi di medicina fino a quelli di fisica, così come negli studi umanistici tanto quanto in quelli matematici.
Se è vero che l’arte del buon governo è l’equilibrio tra esigenze, discipline ed innovazione, il nostro vuole essere un appello accorato affinché ora venga prestata l’attenzione che merita alle esigenze di una generazione di giovani e ragazzi che si trovano a lottare ogni giorno per costruirsi un futuro che ora più che mai è incerto.
Auspichiamo quindi che le parole del professor Draghi “Spesso mi sono chiesto se noi, e mi riferisco prima di tutto alla mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per loro tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltre misura. Una domanda alla quale dobbiamo dare risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli a emigrare da un Paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere” siano da monito non solo per il nuovo governo ma altresì per tutto il Parlamento affinché si faccia molto più del “necessario” per tutte le studentesse e gli studenti».


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