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Tricase si schiera contro il 5G: sempre più acceso il dibattito sulla nuova tecnologia

A confermare la decisione è stato il primo cittadino Carlo Chiuri, che si unisce di fatto a quanto stabilito da altri colleghi salentini

Non si ferma il controverso dibattito sulla tecnologia 5G, che consentirà connessioni più rapide per gli smartphone e soprattutto permetterà di far “dialogare” gli oggetti, mettendo in comunicazione iphone e smartphone con gli elettrodomestici.

Ai sedici comuni salentini che hanno disposto il divieto di sperimentazione e/o installazione del 5G si è aggiunto in queste ore Tricase, con l’ordinanza numero 46. A comunicarlo sui social è stato il primo cittadino, Carlo Chiuri: diventano pertanto diciassette i paesi della provincia di Lecce, che assumono un atteggiamento contrario alla tecnologia, sulla base di quanto richiesto dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente dell’Isde. 

Possibilista, invece, il Comune di Lecce, che proprio ieri, attraverso il sindaco Carlo Salvemini, ha fatto sapere di non voler porre veti alla sperimentazione e di volersi affidare alla scienza e agli esperti per capire o meno vantaggi e rischi.

Ad annunciare battaglia contro la posizione di Salvemini è Giancarlo Vincitorio, esponente regionale di Vox Italia in Puglia: «Siamo molto delusi e arrabbiati per questa decisione di non sospendere la sperimentazione sulla popolazione e l'ambiente del 5G nel capoluogo salentino. Continueremo a lottare per difendere la salute dei cittadini. Noi proprio non riusciamo a capacitarci della scelta ostinata del sindaco Salvemini di riempire la città di antenne 5G e lo invitiamo a ravvedersi seguendo l'esempio di altri sindaci salentini che si sono mostrati, invece, sensibili al nostro appello».

Intanto, i parlamentari del gruppo Misto, Veronica Giannone, Sara Cunial, e Saverio De Bonis, esprimono il plauso a tutti quei sindaci italiani che «stanno anteponendo la salute dei cittadini a quella dei mercati, bloccando con ordinanze e delibere la sperimentazione 5G sul proprio territorio. Un segnale forte, di grande coerenza nei confronti del proprio ruolo di primo responsabile della salute pubblica e di profondo rispetto nei confronti della cittadinanza».

«Le evidenze già ora ci sono – spiegano i parlamentari – autorevoli scienziati nazionali e internazionali hanno esposto i gravi rischi a cui si va incontro con l’irradiazione permanente e ubiquitaria a radiofrequenze a onde millimetriche che si sta adottando. Olle Johansson, neuroscienziato del Karolinska Institute (che assegna il premio Nobel per la fisiologia e la medicina) ha affermato che la prova del danno causato dai campi elettromagnetici a radiofrequenza ‘è schiacciante’, e come lui tanti altri – proseguono – nomi illustri come Joel Moskowitz, Magda Havas, Thomas Cowan, Martin Pall, Francesco Oliviero, Annie J. Sasco, Mark Arazi, Agostino Di Ciaula, si stanno occupando delle criticità legate al 5G».

«Tra questi – insistono - anche Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro per la Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini, che da tempo denuncia i rischi di un utilizzo massiccio e diffuso di queste radiofrequenze e che recentemente è stata convocata dal Panel per il futuro della scienza e della tecnologia (STOA) del Parlamento europeo che sta lavorando sugli impatti ambientali e sanitari del 5G – spiegano –. Non dimentichiamo, infine, anche la sentenza del 3/12/2019 del giudice Mancuso che ha ribadito nuovamente l’esistenza di un ‘nesso di causa tra esposizione a telefoni mobili e neurinoma acustico’. Una sentenza storica che ha sottolineato anche la necessità di prendere in considerazione studi indipendenti sulla questione».

«Si dovrebbe quindi vergognare chi, brandendo il vessillo di una scienza in odor di conflitto d’interessi, continua a ripetere il mantra del ‘non ci sono rischi’ – continuano i parlamentari – la storia è piena di casi in cui si è anteposto la salute dei mercati a scapito di quella degli esseri viventi. Amianto, Pvc, Pfas, nicotina, Ddt, glifosato, oggi veri e propri crimini contro l’umanità, un tempo emblema di quel progresso avallato da una scienza irresponsabile e venduta. Da mesi ormai il governo italiano e i principali esponenti di tutti i partiti politici non fanno che ricordare ai cittadini quanto la tutela della salute sia una priorità. È tempo quindi che lo stesso governo, proprio in nome della salute del popolo italiano e del Principio di Precauzione, interrompa la sperimentazione in atto sul fronte 5G e supporti tutti quei sindaci che, con lungimiranza e responsabilità, lo hanno già fatto».

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