Salute Sette Tricase 

Demenza frontotemporale: 120 casi all’anno in Puglia, spesso scambiata per Alzheimer

“La demenza frontotemporale è una patologia progressiva rara che colpisce in modo selettivo alcune aree del cervello, in particolare quelle deputate al comportamento, al linguaggio, alla ...

“La demenza frontotemporale è una patologia progressiva rara che colpisce in modo selettivo alcune aree del cervello, in particolare quelle deputate al comportamento, al linguaggio, alla progettazione e alla sfera emotiva e affettiva”: purtroppo questa malattia viene troppo spesso scambiata per Alzheimer. Oggi anche il Salento entra a far parte della rete per la ricerca di questo tipo di demenza, siglando un accordo con 11 centri internazionali d’eccellenza. A Tricase, alla presenza di scienziati ed esperti provenienti da tutto il mondo, è stato presentato il  ‘Tecnopolo’ per la nanotecnologia applicata alla medicina di precisione fondato dall’Istituto di Nanotecnologia del CNR di Lecce, l’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, il Centro per le Malattie Neurodegenerative e l’Invecchiamento Cerebrale dell’Università di Bari presso l’Ospedale “G. Panico” di Tricase.  La demenza frontotemporale è una malattia neurodegenerativa dell’encefalo che include tutti quei danni che interessano i lobi frontali e temporali, inclusa la malattia di Pick: la metà dei pazienti colpiti hanno ereditato dalla loro famiglia questa malattia. La demenza frontotemporale provoca un deterioramento cognitivo globale, cronico e generalmente irreversibile. La difficoltà nell'articolare un discorso, i cambi di personalità improvvisi, i disturbi d'equilibrio e le amnesie sono i problemi più ricorrenti di chi è affetto da questo tipo di demenza. Il meccanismo che porta al deterioramento dei neuroni non è ancora chiaro per la scienza. Inoltre, come è stato messo in luce oggi, nel convegno di Palazzo Gallone a Tricase, in cui hanno partecipato i più grandi esperti a livello mondiale di questa patologia, la diagnosi resta difficile. Troppo spesso si confonde questo tipo di malattia neurodegenerativa con l’Alzheimer. Anche per questo tipo di demenza, purtroppo non esiste una cura, ma solo dei trattamenti che provano a frenare il regresso. È fondamentale (nella diagnosi) riuscire a diagnosticare la demenza nelle sue fasi più precoci distinguendola da quella di Alzheimer. La demenza frontotemporale anche in Puglia ha dei numeri inquietanti: il professore Logriscino ci informa che vengono diagnosticati 120 casi l’anno. Solo la ricerca può consentire progressi. Tanti scienziati europei stanno unendo le forze contro questa malattia neurodegenerativa: oggi si è fatto un altro passo avanti con l’alleanza del Centro di Tricase con gli 11 grandi centri internazionali che portano avanti gli studi su questo problema.   L’ALLEANZA TRA 11 CENTRI INTERNAZIONALI D’ECCELLENZA  Sancita a Tricase l’alleanza tra 11 centri di ricerca di tutta Europa per lo studio e la cura della demenza frontotemporale, tra le più diffuse in età presenile. Il professore ordinario di Neurologia dell’Università di Bari, Giancarlo Logroscino, sottolinea che in Puglia ogni anno si manifestano 120 nuovi casi: grazie alla ricerca, però, ci sono maggiori speranze per i pugliesi”. È stata avviata a Tricase la collaborazione tra 11 centri di eccellenza a livello europeo con l’obiettivo di studiare la demenza frontotemporale, tra le più diffuse in età presenile, e di individuare le terapie farmacologiche più innovative per la sua cura. L’alleanza è stata sancita durante la prima giornata del workshop internazionale ‘Demenza frontotemporale in Europa’ – organizzato dal Centro per le Malattie Neurodegenerative e l’Invecchiamento Cerebrale dell’Università di Bari presso l’Ospedale “G. Panico” di Tricase in collaborazione con il Centro Malattie Neurodegenerative degli Spedali Civili di Brescia - a cui hanno partecipato 30 scienziati provenienti da tutta Europa. Durante l’incontro sono stati condivisi, anche con alcune company farmaceutiche impegnate nella ricerca di nuovi farmaci, il primo studio epidemiologico trans-nazionale e le principali caratteristiche cliniche di questa patologia, spesso di origine genetica. “Sorprendentemente – ha affermato il professor Giancarlo Logroscino, direttore del Centro di Tricase e tra gli scienziati più influenti al mondo sulle malattie neurodegenerative - i risultati di questa ricerca hanno messo in luce come la Demenza frontotemporale sia molto più frequente di quanto non si pensasse, perché colpisce persone a partire dai 45 anni tanto da essere, probabilmente, la forma di demenza presenile più diffusa insieme a quella di Alzheimer, pur essendo presente anche nelle fasce anziane della popolazione. I risultati dello studio italiano, condotto su pazienti delle province di Lecce e Brescia, hanno dimostrato che si manifestano tre nuovi casi ogni 100.000 persone ogni anno: in pratica, in Puglia, possiamo stimare 120 nuovi casi all’anno”.  UN NUOVO FARMACO PER COMBATTERE LA BATTAGLIA CONTRO LA DEMENZA FRONTOTEMPORALE  Sebbene al momento per questa demenza non ci sono terapie specifiche “l’attività di ricerca degli 11 centri europei – ha aggiunto il professor Logroscino – mira ad avviare entro un anno la sperimentazione su un farmaco in grado di bloccare le proteine anomale che si formano nel cervello nei casi ad origine genetica (FTD ha un notevole numero di casi attribuibili a mutazioni  in geni conosciuti) con strategia analoga a quella portata avanti per patologie neurodegenerative simili di origine genetica, grazie ai progressi velocissimi avvenuti nelle neuroscienze negli ultimissimi anni”. È il caso dell’Adecanumab, il nuovo farmaco per l’Alzheimer, la demenza più comune, oggetto di sperimentazioni in alcuni centri di ricerca mondiali, tra cui quello per le Malattie Neurodegenerative dell’Ospedale “Panico” di Tricase; dopo aver dimostrato, anche su pazienti salentini, la riduzione del declino clinico, l’Adecanumab attende ora l’approvazione della Food and Drug Administration americana per essere introdotto sul mercato. I NUOVI ORIZZONTI APERTI A TRICASE  “A Tricase – ha aggiunto Logroscino - abbiamo costruito delle expertise professionali e una piattaforma di sistemi diagnostici nelle malattie neurodegenerative che consentono ai pazienti pugliesi di ottenere diagnosi affidabili, prognosi sicure e poter partecipare alle sperimentazioni sulle nuove molecole, la vera speranza nel nostro settore. Un approccio apprezzato anche dalle grandi multinazionali del farmaco che ci riconoscono come centro con un sistema clinico-diagnostico estremamente affidabile”. Gli studi presentati durante l’evento hanno messo in luce l’omogeneità dell’incidenza della patologia negli 11 Paesi europei analizzati (tra i 2 e i 3 nuovi casi su 100.000 persone ogni anno) eccetto che in Finlandia dove si registra un’incidenza leggermente più alta.  “Anche i dati relativi al Nord e Sud Italia – ha specificato Logroscino- mostrano la stessa incidenza, provando l’assenza di differenze attribuibili alla localizzazione geografica”. Il workshop di Tricase sulla demenza frontotemporale rappresenta il primo evento scientifico ufficiale di TecnoMED Puglia, il ‘Tecnopolo’ per la nanotecnologia applicata alla medicina di precisione, fondato dall’Istituto di Nanotecnologia del CNR di Lecce, l’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e il Centro per le Malattie Neurodegenerative e l’Invecchiamento Cerebrale dell’Università di Bari presso l’Ospedale “G. Panico” di Tricase. TecnoMED Puglia è finanziato da Regione Puglia, governo centrale e CNR Nazionale.   Gaetano Gorgoni   

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