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Taviano aderisce al Manifesto della Comunicazione non ostile

Il progetto sociale dell'organizzazione no profit PAROLE O_Stili di Trieste ha lo scopo di sensibilizzare contro ogni genere di violenza a volte insita nelle parole.

Tra i primi Comuni salentini a condividere il progetto, con una delibera di Giunta del 12 luglio scorso, anche la Città di Taviano, su proposta della Presidente del Consiglio Comunale Antonella Previtero, aderisce al Manifesto della Comunicazione non ostile; un progetto sociale dell'organizzazione no profit PAROLE O_Stili di Trieste nata nel 2016 che ha lo scopo di sensibilizzare contro ogni genere di violenza talvolta insita nelle parole, tanto nella realtà virtuale quanto in quella reale, e promuovere così una cultura del rispetto di ogni persona.

Un manifesto, quello di Parole O_Stili, che tocca ogni ambito, dalla realtà scolastica, in cui è stato già diffuso con circolare ministeriale nel 2016, alla realtà politica, economica, associativa, fino ad essere stato adottato come codice di comportamento nelle pubbliche amministrazioni, con l'adesione finora di diversi comuni italiani, sia di grandi città come di piccoli centri.

Un prototipo di stile comunicativo declinato in dieci regole, a cominciare dal primo punto in cui si evidenzia come il virtuale coincida con il reale, quasi un monito a considerare sempre, in ogni genere di comunicazione, di avere di fronte persone, maturando la consapevolezza, come secondo punto, che si è ciò che si comunica e che quindi ogni nostra parola ci qualifica e racconta di noi, oltre a dare forma al pensiero (come terzo punto) e pertanto è opportuno prendersi il tempo necessario a scegliere con cura le parole da dire, anteponendo, prima di ogni nostro dire, come quarto punto, la fase dell'ascolto dell'altro, e finalizzando ogni nostra parola ad essere un ponte (come quinto punto) verso ogni persona, e nella ineludibile considerazione (come sesto punto) che ogni parola produce delle conseguenze; sì che ogni condivisione, soprattutto sui social, (come settimo punto) anche dell' altrui pensiero, è sempre un atto che implica un' assunzione di responsabilità, e ogni parola non può prescindere (come ottavo punto) da atteggiamento di rispetto per la persona, bandendo dal linguaggio ogni scoria nociva (come nono punto) come l'offesa gratuita o l' insulto che certamente non sono argomenti e privilegiando talvolta (come decimo punto) anche il silenzio quale eloquente forma di comunicazione.

Un nuovo modo di intendere e di praticare la politica si coniuga anche attraverso un linguaggio che ne sia all'altezza è il commento della Presidente del Consiglio Comunale Antonella Previtero, promotrice del progetto per il Comune di Taviano, proprio uno dei testi per bambini, delle pubblicazioni che accompagnano questo progetto, la scrittrice Anna Sarfatti opera una distinzione tra parole appuntite e parole piumate. E se è vero che la forma la maggior parte delle volte è anche sostanza, credo che la politica sarà in grado di dare maggior valore ai suoi contenuti, e al contempo sarà in grado di esprimere contenuti di valore, solo adottando quello stile comportamentale così sapientemente declinato in questi dieci principi. La politica come la convivenza civile deve tornare ad essere confronto di idee, dialogo che veda l'interlocutore come risorsa che può arricchirci e sempre come persona da rispettare. Non soltanto una questione di stile, ma di civiltà.

E il sindaco Giuseppe Tanisi pone l’accento sul fatto che una condizione di pace, propedeutica e preludio di una condizione di progresso civile e sociale, va ricercata ed inseguita modellando noi per primi i nostri comportamenti e calibrando l'uso di ogni parola come di ogni gesto, così come suggeritoci da questa che potremmo definire la Magna Carta di uno stile da adottare anche in politica e nella pubblica amministrazione; solo così è possibile arrivare anche al cuore dei cittadini.


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