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Taviano ricorda Falcone e Borsellino

Iniziativa domenica sera per commemorare i due magistrati a trent'anni dalle stragi di mafia in cui persero la vita.

Sono trascorsi trent'anni, da quella domenica del 23 maggio 1992, dalla Strage di Capaci, il più efferato e crudele attentato allo Stato da parte di Cosa Nostra che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e agli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Da lì a pochi mesi, il 19 luglio dello stesso anno, la strage si ripeterà in via D' Amelio e ne resterà vittima il giudice Paolo Borsellino. Nel ricorrere il trentesimo anniversario di quei terribili fatti di cronaca, Taviano ricorda i giudici Falcone e Borsellino, e riafferma il valore della legalità.

Lo fa con una iniziativa, domenica prossima alle ore 19:30, in piazza Falcone e Borsellino, nei pressi della Farmacia Comunale su via Bellini, nell'ambito della rassegna culturale Incontri e sipari di periferia, e che si inserisce nel progetto dell' Amministrazione Comunale, finanziato dalla Regione Puglia, Il valore della legalità - cantieri innovativi di antimafia sociale.

La sobria cerimonia, moderata da Francesco Piccolo della compagnia teatrale La Busacca, prevede oltre al saluto istituzionale del sindaco Giuseppe Tanisi, una relazione introduttiva della Presidente del Consiglio Comunale, dottoressa Antonella Previtero, curatrice del progetto, e gli interventi di Benedetta Negro, referente Ascla del progetto, e di don Giuseppe Venneri, direttore Caritas per la diocesi di Nardò - Gallipoli, sul tema: La mafia si nutre di povertà ed esclusione; come intervenire.

Ospite d'onore della serata sarà Leonardo Palmisano, sociologo, dirigente d'impresa e giornalista autore di inchieste. Presidente della società cooperativa Radici Future Produzione, Palmisano è anche direttore artistico di Legalitria e membro del gruppo legalità della Direzione Nazionale di Legacoop. Analista di sistemi criminali e migrazioni, è inoltre coordinatore di progetti antimafia istituzionali, già insignito del Premio Livatino contro le mafie e della Colomba d'Oro per la Pace.

Tutti ospiti autorevoli e di prestigio che ringrazio di aver accettato il nostro invito e che sono certa sapranno dare un determinante contributo alla memoria e alla riflessione afferma la Presidente del Consiglio Antonella Previtero, che sottolinea: fare memoria è un dovere istituzionale. Esserci e dire da quale parte si è collocati è un dovere morale. Abbiamo sempre improntato la nostra attività amministrativa, come specchio di quella che è la nostra condotta civica e morale, e la nostra stessa persona, al valore dell'onestà, della legalità, della trasparenza.  Continueremo sempre ad essere integerrimi, inflessibili e intransigenti nel nostro impegno a rifuggire ogni compromesso e ogni privilegio, ad operare sempre nell'interesse generale di tutti, ad una maggiore attenzione a quelle situazioni di emergenza sociale e di bisogno di cui soprattutto si foraggiano le organizzazioni mafiose; anche sull' esempio di giudici come Falcone e Borsellino o di tanti uomini e donne che hanno combattuto la criminalità e il malaffare anche a prezzo della loro stessa vita.

E per il primo cittadino Giuseppe Tanisi promuovere sempre, e diffondere una cultura della legalità oltre che un impegno, è una priorità di questa Amministrazione. Uno studio di un professore dell'Università Bocconi di Milano, Paolo Pinotti, apparso l'anno scorso sul Sole 24 ore e sul Corriere della Sera, ed effettuato soprattutto nelle regioni di Puglia e Basilicata, dimostra come le organizzazioni mafiose sottraggono allo stato dal 15 al 20 per cento del PIL.

È un dato indicativo su cui soffermarsi e che dovrebbe motivare maggiormente il nostro impegno per una cultura della legalità come condizione imprescindibile di un progresso economico, oltreché morale e civile, del nostro territorio.



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