Cronaca Taviano 

Sentenza-svolta del Tar: cade il divieto assoluto di edificare a 300 metri dal mare

L'importante sentenza segna un punto di svolta: finora Regione e Soprintendenza avevano negato qualsiasi opera edilizia nella fascia costiera a ridosso del mare.

Cade il tabù dell’inedificabilità nei 300 metri dal mare: il Tar Lecce, con una recente sentenza ha riconosciuto la possibilità di edificare nei territori costieri in tutte le zone tipizzate dagli strumenti urbanistici comunali costieri come A e B (alla data del 1985).

Dall’entrata in vigore del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), avvenuta nel 2015, sia la Regione Puglia che la Soprintendenza hanno sostenuto che nessuna nuova costruzione potesse essere realizzata nella fascia dei 300 metri dal mare. Sulla base di tale interpretazione, in questi anni, è stato costantemente opposto ai numerosi proprietari di lotti ancora inedificati e ricadenti in prossimità della costa che nulla avrebbero mai potuto costruire su tali aree.

Ciò ha innescato una serie di azioni giudiziarie ed una generale mobilitazione dei professionisti del settore tecnico e dei rispettivi ordini di appartenenza, oltre che di numerosi comuni costieri. Per questo la decisione del Tar segna una svolta decisiva sulla questione.

Il Giudice Amministrativo Salentino ha dato ragione ad una cittadina residente nella Marina di Mancaversa del Comune di Taviano, assistita dagli Avv.ti M. Alberto Grimaldi e Antonio De Ronzi, ritenendo prevalenti le disposizioni normative nazionali contenute nel “Codice del Paesaggio” rispetto alle previsioni del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.

“Il Tar ha reso giustizia su una posizione del Ministero, poi fatta propria anche dalla Regione Puglia, che tutti avvertivano come di irragionevole chiusura- commenta l'avvocato Grimaldi - tale posizione, in pratica, vietava in maniera automatica, qualsiasi opera edilizia, all'interno di tutti i comuni costieri, nella fascia di 300 metri dal mare, anche quando l'area in cui si intende costruire è parte integrante del tessuto urbano. Ora il Tar di Lecce ha chiarito che in tali casi non opera nessun automatismo, e che bisogna operare una valutazione su ogni singolo caso per verificare se la costruzione che si intende realizzare si armonizza in termini di compatibilità con il paesaggio costiero”.


Sull’argomento è intervenuto anche il presidente del Collegio dei Geometri della Provincia di Lecce, Luigi Ratano: «Esprimo viva soddisfazione per il risultato raggiunto. Sono molti i proprietari e gli operatori nel settore tecnico, soprattutto in Salento, che da oggi possono sentirsi più sollevati nel sapere che potranno concretizzare le proprie aspettative edificatorie anche vicino alla costa. Abbiamo bisogno di completare il tessuto urbano dei comuni costieri e delle marine, consentendo a chi ha voglia di investire di costruire nelle porzioni di territorio edificabile non ancora utilizzate. È un’occasione straordinariamente importante, che può rappresentare davvero il volano per la ripresa del settore edile».


Potrebbeinteressarti