Società Lecce 

Mascherine rosa, Silp Lecce: «Non è dal colore che si giudica il decoro dell’istituzione»

Il sindacato da sempre in prima linea per la parità e l’identità di genere: “Stop agli stereotipi”

Oggi la segreteria provinciale del Silp, il sindacato aderente alla Cgil che tutela i diritti degli operatori di polizia, ha simbolicamente consegnato alcune mascherine FFp2 di colore rosa ai dirigenti della Questura e ad alcuni colleghi.

“Dopo le polemiche suscitate dall'assegnazione dello stesso tipo di mascherine alle Questure di alcune zone d’Italia, con colleghi che avrebbero rifiutato di indossarle perché indecorose e poco rispettose per l'istituzione della Polizia di Stato - tanto da costringere qualcuno a chiedere l'intervento sul tema del Capo della Polizia -, abbiamo ritenuto – spiega Antonio Ianne - di dover lanciare un messaggio diverso”.

La Segreteria del Silp Cgil Lecce, da sempre attenta ai temi della parità di genere, della lotta alla violenza contro le donne e le fasce deboli - come dimostrato con la propria presenza ormai da anni nelle innumerevoli iniziative sul territorio, nelle scuole, al fianco della Cgil -, ritiene che non si possa lasciare spazio a stereotipi e catalogazioni di genere. Né si può pensare che la credibilità di una Istituzione si misuri dai colori della mascherina indossata, piuttosto che dalla serietà con cui affronta i problemi, e soprattutto li risolve, all’esterno ed all’interno del proprio ambito.

Temere che un così piccolo segno possa minare la propria coerenza e credibilità ci fa dubitare che queste, a ben guardare oltre le apparenze, siano davvero fragili.

“Viene anche da chiedersi – prosegue Ianne - se saremmo davvero in grado, come Istituzione, di essere al fianco, così come dovrebbe essere, di chi combatte per i propri diritti e affronta pregiudizi a testa alta e senza avere paura di farsi riconoscere con un segno, che sia rosa o arcobaleno. E ancora ci chiediamo come mai il coraggio di questi singoli individui non trovi spazio in un gruppo così facilmente destabilizzabile da una mascherina”.

“Infine – conclude -, rivolgiamo un pensiero ai tanti colleghi che hanno messo a disposizione della collettività la propria salute, in alcuni casi la propria vita, nel periodo iniziale della pandemia privi di dispositivi di protezione perché indisponibili. E ci chiediamo se nelle prime ondate di pandemia gli agenti li avrebbero indossati per proteggere loro stessi e i loro cari, anche a costo di recare un danno al decoro dell’Istituzione. Domande alle quali segue una risposta scontata, di fronte alla quale lo sdegno mostrato per il colore rosa farebbe a sparire all’istante”.

 

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