Società Maglie 

Al servizio degli ultimi con dolcezza: la Caritas idruntina piange Franca De Lumé

La volontaria, da sempre molto attiva nel sociale, è scomparsa ieri dopo una vita di attenzione per gli altri. Il ricordo del direttore Don Maurizio Tarantino

È scomparsa a 80 anni, Franca De Lumè, figura storica del volontariato salentino. Impegnata da sempre nel servizio agli ultimi e ai bisognosi, faceva parte della Caritas idruntina.

«L’ho conosciuta nel 1991 -spiega Don Maurizio Tarantino-, quando da giovane obiettore, prestavo servizio ai fratelli albanesi sbarcati sulle nostre coste. Insieme con suo marito, il compianto Bruno Gianfreda, si sono spesi quotidianamente nel servizio gratuito e silenzioso. Si deve anche a loro, l’intuizione del Gruppo Davide di Maglie e del Centro della Caritas diocesana in quella città. Hanno vissuto il loro amore sponsale oltre che nell’educazione dei loro due figli, vivendo il servizio della carità come dimensione fondamentale della loro famiglia. La morte di Bruno, è stata per Franca un momento di dolore immenso: avevano condiviso sempre tutto nella loro vita. Non ricordo mai l’uno senza l’altra. Ma questo dolore non le ha impedito di continuare il suo impegno, a favore dei ragazzi del Gruppo Davide, praticamente sino alla fine della sua vita».

«Intere generazioni di obiettori di coscienza prima -conclude-,e di ragazzi e ragazze in servizio civile poi, hanno collaborato con lei che sapeva essere materna, ma anche ferma nel domandare a tutti la serietà del servizio verso i più piccoli. Aveva ben chiaro, da ottima insegnante, che la prima forma di riscatto sociale è aiutare coloro che fanno più difficoltà a non rimanere indietro, per costruire futuri migliori per se stessi e per la società».

Commosso il ricordo di Dario Vincenti, presidente della sezione di Storia Patria per la Puglia: «Animo dolce e spirito caritatevole, ha vestito con il suo mantello di altruismo e solidarietà gli ultimi, i più bisognosi e i dimenticati dalla società, e li ha serviti nel più assoluto silenzio e con straordinaria discrezione, forte della sua immensa umanità. Esempio di preziosa prossimità alle necessità degli altri, ha scaldato il cuore degli straziati dalla povertà con il calore del suo donarsi gratuito, spendendosi sempre senza risparmio di forze e di energie per i più sfortunati della nostra comunità. Perdiamo una grande donna di carità ed impegno sociale, che ha avuto il grande merito di riaccendere la luce della speranza nel buio di tanti e tanti cuori segnati dal bisogno e dalla paura della vita. Le sia lieve la terra».

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