Cronaca Società 

Feste patronali vietate nella diocesi di Otranto, De Cagna: «Settore in crisi, calo del fatturato del 90%»

Con una nota del 13 aprile, il vicario generale ha vietato processioni e feste patronali per tutto il 2021. Insorge il settore dei luminaristi

Niente feste patronali nella diocesi di Otranto per il 2021. Con una nota del 13 aprile scorso indirizzata ai parroci, il vicario generale della diocesi di Otranto ha confermato per tutto l’anno in corso le norme già emanate nel 2020 per far fronte all’emergenza epidemiologica. 

Vietate quindi processioni, feste ed esposizioni esterne delle immagini sacre. «Non è consentito utilizzare fondi parrocchiali per luminarie, concerti bandistici, fuochi pirotecnici, anche se negli scorsi anni sono stati raccolti specificatamente per la realizzazione delle feste – si legge nella nota - Si suggerisce prudentemente di congelare queste somme sul conto corrente bancario della parrocchia e di prevedere Ia possibilità di utilizzo di una parte di esse per il sostegno delle famiglie povere».

Non ci sta Giuseppe De Cagna, amministratore della nota azienda di luminarie, che risponde al vescovo facendosi portavoce di tutto un settore fermo da oltre un anno a causa della pandemia.

«Se l'obiettivo è quello di fare il possibile per tornare alla vita normale, quanto disposto sembra, invece, voler portare i cittadini alla privazione di tutto quello che può dare un senso, non solo alla quotidianità ma, alla vita intesa nella sua interezza che è quindi fatta anche di fede e religione – si legge in un comunicato – Tutte le disposizioni circa la sicurezza per contrastare il diffondersi del virus (distanza di un metro, mascherine, ingressi contingentati, e dispositivi per l'igiene) sono già ampiamente in uso nella vita quotidiana di ognuno di noi da ormai un anno […]Trovo vergognoso chiedere alla comunità di sostenervi economicamente, consigliando persino di “congelarle sul conto corrente bancario della parrocchia” le offerte ricevute e allo stesso tempo escluderla dagli eventi per i quali hanno devoluto i loro risparmi, in molti casi anche a fronte di sacrifici e rinunce. ?[…]  Mi chiedo e vi chiedo se vi siete posti la domanda su come hanno fatto, come fanno e come faranno tutte le famiglie che vivono del lavoro che è strettamente legato alle feste patronali: luminaristi, concertisti, pirotecnici, venditori ambulanti, albergatori. […] Personalmente sono passato da trentasei a zero dipendenti e ad un calo del fatturato del 90%. Carissima Curia vorrei farvi notare che i fondi parrocchiali prima o poi finiranno, grazie proprio alle vostre attuali disposizioni/imposizioni emanate e che la popolazione avrà modo di capire quale sarà la cosa più giusta da fare per tornare alla vita normale fatta anche di feste, di tradizione e di gioia di vivere e non di penitenza a cui la Chiesa vuole sottometterla». ?

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