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Volto sfigurato dalla nascita: Alam vuole una vita normale

La storia del ragazzo 21enne originario del Bangladesh, ripresa dal giornalista Rai, Nando Nunziante che lo ha incontrato sulla spiaggia vicino ad Ostuni

Una storia triste quella di Alam, raccontata dal giornalista Rai Nando Nunziante sul suo profilo social. Il ragazzo 21enne, affetto dalla nascita da una malformazione al volto, vive una vita “senza dignità” vendendo braccialetti sulla spiaggia. Per questo è partita una corsa di solidarietà per aiutarlo. Ecco il post di Nunziante.

«Primo giorno di ferie, mentre sono in acqua scorgo uno dei tanti ragazzi arrivati nella nostra terra da altre lande lontane con il suo corredo di collanine e braccialetti colorati...vedo che nessuno gli si avvicina, esco dall’acqua e vado da lui...rimango paralizzato dal suo volto sfigurato da un destino impietoso, non ho mai visto una cosa del genere, forse non l’ho mai neanche immaginata...compro due braccialetti, gli chiedo di aiutarmi ad indossarli, lui li avvolge attorno al mio polso con una grazia che non dimenticherò...parlo un po’ con lui, lo guardo negli occhi, lui fa lo stesso con una dignità quasi imbarazzante...vado via, sono sconvolto, torno in acqua con gli occhi lucidi, il pensiero è sempre a lui...”non ci si può sempre girare dall’altra parte” penso e così, insieme al mio fraterno amico Peppino, dopo pochi minuti torno da lui...appena mi vede, quasi spaventato, dice subito “ce li ho i documenti, ce li ho”, mostrandomi quello che ha...lo rassicuro in un attimo e gli chiedo “hai bisogno di aiuto?”...in quel momento i suoi fondi occhi neri si dispiegano in un sorriso dolcissimo, “Sì”, mi risponde spalancandoli, quasi non aspettasse altro...gli chiedo di fare una fotografia nella speranza che, vedendola, qualcuno possa darci una dritta...guardate l’espressione del suo sguardo, sembra quasi una preghiera che ci scruta».

«Alam ha 21 anni -continua Nunziante-, è arrivato molto avventurosamente dal Bangladesh, vive ad Ostuni da un po’ in una stanzetta in affitto...mi racconta di essere stato al Perrino, al Policlinico di Bari, al Miulli, a San Giovanni Rotondo...ma il suo problema, quel volto che gli impedisce di avere una vita normale, anche a livello sociale, e che sicuramente lo danneggia anche nel suo umile lavoro, è sempre lì...non sono un chirurgo, ma immagino che il suo sia un caso davvero molto, molto complesso...ma so anche che la volontà e il cuore degli uomini può tutto, se davvero ci crede...e allora VOGLIAMO AIUTARE ALAM? C’è bisogno di persone e anime eccezionali che accettino la sfida di dargli quello che la natura matrigna, in questo caso, gli ha tolto senza che ne avesse alcuna colpa...io ci proverò, chiunque abbia un suggerimento, una conoscenza, si metta una mano sulla coscienza e un’altra sul cuore...non ci si può sempre girare dall’altra parte...»

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