Società Lecce 

«Scuole paritarie a rischio chiusura, necessari più fondi», appello di Seccia alla Regione

L'arcivescovo metropolita di Lecce si fa portavoce delle richieste delle scuole: «Almeno 6 milioni da ripartire per ogni bambino frequentante»

«L’incertezza economica causata dalla pandemia ha provocato il mancato incasso delle rette scolastiche da parte delle scuole dell’infanzia paritarie per cui diversi gestori sono orientati alla chiusura definitiva. Scelte di tale gravità causerebbero numerose e ulteriori gravi conseguenze in termini di servizi essenziali ai cittadini nonché di natura occupazionale ed inevitabili ulteriori costi per le casse regionali e comunali». Lo scrive l'arcivescovo metropolita di Lecce, mons. Michele Seccia, presidente della Commissione pastorale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Conferenza episcopale pugliese che lancia un appello alla Regione per avviare un incremento nel sostegno economico.

«So bene – aggiunge l'arcivescovo - che lo scorso 18 giugno, la Conferenza unificata delle Regioni ha approvato lo schema di decreto del riparto regionale del Fondo Nazionale per il Sistema Integrato 0/6 e che lo stesso fondo assegna alla Regione Puglia la somma di 18,5 milioni di euro a cui va aggiunta la compartecipazione regionale. Le scuole dell’infanzia paritarie pugliesi non possono accontentarsi delle briciole, non bastano più. E nemmeno gli innumerevoli sacrifici di istituti religiosi, di cooperative e associazioni saranno più sufficienti a invertire la rotta di una chiusura di massa. Mi unisco pertanto alle richieste giunte da più parti alla Regione Puglia in queste settimane affinché alle nostre scuole dell’infanzia paritarie no profit, a valere sul fondo nazionale del D. Lgs. 65/17, venga assegnato per l’a.s. 2020/21 un contributo non inferiore a 6 milioni di euro da ripartire per ogni bambino frequentante, allo scopo di limitare l’inevitabile aumento dei costi a carico delle famiglie e scongiurare le probabili chiusure».

«Avranno lo Stato e le Regioni la capacità strutturale di offrire un servizio adeguato alle centinaia di migliaia di famiglie sul territorio nazionale se scomparissero le scuole dell’infanzia paritarie?- conclude Seccia - è la domanda che un pastore accorto e previdente si deve porre e che a maggior ragione dovrebbe ‘tormentare’ la politica a ogni livello, specie in un momento storico così imprevedibilmente complicato».

  

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