Scuola Nardò 

Nardò, la nuova scuola di via Marzano apre agli studenti

Tre anni di lavori, una spesa di quasi 3 milioni di euro. L’inaugurazione questa mattina

È stata inaugurata questa mattina, in coincidenza con l’inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2021/2022, la nuovissima scuola di via Marzano intitolata a “Don Giovanni Bosco”, che ospiterà classi di scuola dell’infanzia e primaria.

Dopo tre anni di lavori e una spesa complessiva di quasi 3 milioni di euro, dunque, la città festeggia l’apertura agli studenti di questa struttura moderna e funzionale che prende il posto del vecchio “prefabbricato”, realizzato nel 1963 come “soluzione temporanea” per il crescente fabbisogno della popolazione studentesca e rimasto in piedi per oltre cinque decenni. Il progetto della nuova scuola, redatto dai tecnici dell’area funzionale 1 con la collaborazione del geologo Andrea Vitale e degli ingegneri Raffaele Dell’Anna e Michele Durante, è stato inizialmente finanziato con 1 milione e mezzo di euro dei fondi dei piani regionali di edilizia scolastica, cui il Comune di Nardò ha aggiunto (con un impegno finanziario quinquennale) un altro milione di euro come quota di cofinanziamento. Nell’ipotesi progettuale originaria del 2015 non erano contemplate quattro classi e altri spazi, che l’amministrazione comunale è riuscita poi a integrare con un nuovo finanziamento da 425 mila euro a fondo perduto. Si tratta di una struttura in linea con le mutate esigenze della didattica, costruita con un minimo impatto ambientale mediante l’impiego di strutture e impianti a basso consumo energetico. Il nuovo edificio ha una superficie coperta di circa 1000 metri quadri e si sviluppa su tre livelli: un piano interrato con i vani tecnici, il piano terra che ospita classi di scuola dell’infanzia e primaria e il piano primo che ospita classi di scuola primaria.  

Alla cerimonia di inaugurazione, organizzata dall’istituto comprensivo Polo 3, è intervenuto anche il sindaco Pippi Mellone, oltre alla nuova dirigente dell’istituto comprensivo Eleonora Longo, all’ex dirigente Tommasa Michela Presta, a don Salvatore Casole (inviato dal vescovo della diocesi di Nardò Gallipoli Fernando Filograna). Tra gli interventi di rito anche quello, molto significativo, di Caterina Pagliula, docente che ha prestato servizio nel vecchio “prefabbricato” per 35 anni e che è stata nel 1963 la promotrice dell’intitolazione della scuola a don Giovanni Bosco, presbitero e pedagogo italiano, canonizzato da papa Pio XI nel 1934.

“È un giorno bellissimo per la città – ha detto il sindaco Pippi Mellone – ed è anche il coronamento di un lungo e complesso percorso fatto su quest’opera. L’amministrazione che rappresento ha dovuto garantire, accanto al finanziamento originario, la quota di cofinanziamento di un milione di euro senza il quale la scuola non sarebbe mai sorta. Ha dovuto reperire un ulteriore finanziamento di 425 mila euro per quattro nuove classi e per spazi che nel progetto originario non c’erano. Altrimenti i bambini di queste classi li avremmo mandati a casa di chi oggi ha la spudoratezza di prendersi meriti inesistenti. Ha curato il trasferimento temporaneo degli studenti nelle sedi di via Bologna (dove abbiamo fatto un intervento in tempi record) e via Marinai d’Italia. Ha superato un inciampo di tipo giudiziario con il ricorso al Tar, giudicato poi infondato, di una ditta che è rimasta esclusa dall’aggiudicazione dei lavori e ancora una serie infinita di complessità di tipo tecnico durante l’esecuzione. Per questo devo ringraziare i progettisti dell’area funzionale 1, i collaboratori, il geologo, che hanno avuto la sventura in questi anni di essere prima incaricati del progetto e poi dopo insultati e mortificati professionalmente dai signori oggi all’opposizione. Devo ringraziare in modo particolare il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Oronzo Capoti che in questi tre anni si è fatto carico personalmente delle tantissime problematiche di cantiere”.


 

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