Economia e lavoro Scorrano 

Settore trasporti fa rete per ripartire: la proposta delle ditte all’attenzione dell’Anci

Nella crisi per l’emergenza sanitaria, diverse ditte salentine sottoscrivono una proposta di emendamento alla legge del 24 aprile 2020 da portare all’attenzione di Decaro: un modo per non fermare il settore e offrire il servizio ai Comuni

Superare l’impatto economico negativo che il Coronavirus ha avuto per il settore trasporto persone e salvare le aziende: era questo il punto di partenza da cui circa un mese fa un’azienda salentina, la Maraschio bus, era partita per avanzare una proposta che potesse rilanciare il settore senza mettere in difficoltà le amministrazioni comunali, dopo che i decreti del governo avevano sospeso trasporti scolastici e gite, con la disdetta di tutte le prenotazioni relative ai viaggi programmati fino alla fine dell’anno scolastico. Oggi le ditte coinvolte in quella proposta, che ripensava la mission aziendale dinanzi al danno economico subito, sono molte di più e chiedono che l'Anci si faccia promotore delle esigenze del settore, proprio per non permettere che le aziende coinvolte possano continuare ad esistere.

Nell’ottica di contemperamento di interessi contrapposti, quali la tutela del diritto alla salute costituzionalmente garantito e la tutela degli interessi economici delle attività pubbliche e private, nel cosiddetto “Cura Italia” erano state introdotte importanti novità, ovvero che i committenti, anche laddove previste, non potevano applicare decurtazioni di corrispettivo, né sanzioni e/o penali nei confronti dei gestori di servizi di trasporto pubblico locale, regionale e di trasporto scolastico a seguito delle minori corse effettuate e/o delle minori percorrenze realizzate a decorrere dal 23 febbraio 2020 e fino al 31 dicembre 2020. Ne conseguiva che, a fronte dell’iniziale sospensione dei pagamenti, le amministrazioni appaltanti, in virtù della norma, dovevano corrispondere interamente quanto previsto da contratto.

Nel frattempo, però, le rimostranze degli Enti Locali, alle prese con pesanti problemi sui propri bilanci, portavano ad un’ulteriore variazione dei contenuti del decreto Cura Italia: in buona sostanza, da un lato, gli Enti Locali non sono più tenuti al pagamento del servizio non svolto e dall’altro, una ricollocazione della fattispecie di sospensione del servizio di trasporto scolastico all’interno delle previsioni dell’articolo 107 del Codice dei Contratti e dell’articolo 23 del D.M. 49/2018.

Le amministrazioni comunali appaltanti il servizio di trasporto scolastico non solo rifiutano il pagamento delle mensilità a far data dal 18 maggio, ma anche delle mensilità pregresse marzo – aprile – maggio sino al giorno 18. Un comportamento contrario ai principi normativi dettati in materia di irretroattività della norma. Il rifiuto dei pagamenti per le predette mensilità e l’impossibilità di fatturare determinerà quasi sicuramente un’ecatombe del settore.

Per questo, alcune ditte salentine del settore  (assistite dall’avvocato De Cagna), hanno scelto di non ricercare rimborsi o il pagamento del servizio corrisposto con contenziosi, ma, nell’ottica di un mercato a lungo termine, di trovare soluzioni alternative volte a contemperare gli interessi delle parti in un’ottica solidaristica che emergenze come quella in corso dovrebbero sollecitare.

Come già proposto, dunque, in passato, le ditte (Maraschio Antonio & C Sas” di Scorrano, Autonoleggio Cordella Massimo di Castrignano del Capo, Cooperativa Sociale Onlus Percorsi di Ruffano, Voyager Service di Angelo Franco Grasso di Ruffano, Autoservizi Srl di Otranto, Global Service Srls di Melissano, Autoservizi Chiriatti Srl di Minervino) hanno scritto alle amministrazioni appaltanti proponendo una riduzione del servizio pari al 30%, stante la corrispondente riduzione dei costi subita dovuta a mancato consumo di carburante, messa in stato di cassa integrazione totale dei dipendenti addetti al servizio e al prolungamento di sei mesi del periodo di ammortamento economico degli scuolabus.

Tale iniziativa è stata mutuata dagli imprenditori veneti e lombardi che facendosi portavoce delle esigenze della categoria hanno sottoposto ad Anci Lombardia una proposta di emendamento alla L. 24 aprile 2020; la stessa proposta è stata inviata dalle ditte salentine al presidente dell’Anci nazionale, Antonio Decaro.

«Non è condivisibile – spiega l’avvocato De Cagna - il comportamento dei Comuni appaltanti il servizio di trasporto scolastico. Del resto - stante l’irretroattività della norma, di cui all’articolo 92 comma 4 bis Decreto “Cura Italia” – nessun dubbio può sussistere circa l’obbligo di pagamento delle mensilità arretrate di marzo, aprile e maggio 2020. L’intento delle Ditte, mie assistite, non è quello di avviare una defatigatoria azione di recupero giudiziale del credito, ma è quello di proporre delle soluzioni che possano permettere la sopravvivenza della categoria che è in forte sofferenza economica stante l’impossibilità di fatturare».

«L’auspicio – prosegue - è che l’Anci Nazionale, in persona del suo presidente, Antonio Decaro, si faccia portavoce della proposta di emendamento al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, della legge 24 aprile 2020, n. 27. Il tutto nella ferma convinzione che mediante il pagamento delle poche fatture dell’esercizio 2019/20 scontate del 30 % le Amministrazioni avrebbero un grande vantaggio economico sociale identificabile con un numero imprecisato di servizi gratuiti per l’anno 2020/21, garantendo la sopravvivenza dei committenti in grado di ripresentarsi a svolgere il  servizio alla ripresa dell’anno scolastico con gli stessi gradi occupazionali esistenti prima della pandemia per tutto il comparto autobus evitando, così, di gravare sulle casse degli ammortizzatori sociali con una continuità degli stessi standard di erogazione servizi».

 

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