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Coronavirus, «patto» per far ripartire i trasporti in sicurezza: l’idea di un’azienda salentina

La “Maraschio bus” propone di non fermare il servizio, riducendo i costi dello stesso del 30% e pensa a tutta una serie di soluzioni per garantire sicurezza ai fruitori

Un «patto» per far ripartire bus e trasporti nel drammatico contesto dell’emergenza sanitaria da Coronavirus: la proposta arriva da un’azienda salentina, la “Maraschio bus”, alla luce dell’impatto economico che la pandemia sta avendo sul settore. Infatti, com’è noto, i trasporti scolastici e le gite sono ferme per decreto dall’approvazione del Dcpm dell’8 marzo 2020: da allora, tutti gli istituti scolastici committenti hanno annullato prenotazioni relative a viaggi e gite programmate per l’anno scolastico in corso.

Un danno economico ingente, che ugualmente sta colpendo gli operatori del settore, legati al turismo business, agli eventi, all’incoming turistico e alle gite, con disdette fino alla fine di maggio o con la perdita di tutte le prenotazioni per il periodo delle ferie estive e addirittura sino a dicembre 2020.  

Nella logica di rispondere a interessi differenti come tutela della salute e interessi economici delle attività pubbliche o private nel cosiddetto “Cura Italia” sono state introdotte importanti novità per il settore trasporti al fine di limitare gli effetti negativi dell’emergenza e contenere i danni nel rispetto delle misure anti-contagio: in particolare, si prevede che non si possano applicare da parte dei committenti dei servizi, anche laddove negozialmente previste, decurtazioni di corrispettivo, né sanzioni e/o penali nei confronti dei gestori di servizi di trasporto pubblico locale e regionale e di trasporto scolastico a seguito delle minori corse effettuate e/o delle minori percorrenze realizzate a decorrere dal 23 febbraio 2020 e fino al 31 dicembre 2020.

Viene consentita la sospensione di tutte le procedure in corso, relative agli affidamenti dei servizi di trasporto pubblico locale fino al termine delle misure di contenimento del virus Covid – 19. Contestualmente è consentita la proroga degli affidamenti in atto al 23 febbraio 2020 fino a 12 mesi successivi alla dichiarazione di conclusione dell’emergenza. Cosa ne deriva? Che a fronte dell’iniziale sospensione dei pagamenti, le amministrazioni appaltanti si troverebbero a dover corrispondere interamente quanto previsto da contratto, pur non incassando le entrate derivanti dalle rette che le famiglie non corrispondono in assenza del servizio sospeso per decreto ministeriale.

Da qui, la proposta della ditta salentina, con una rivalutazione della propria mission aziendale: il direttore tecnico, Lorenzo Maraschio, assistito dall’avvocato Annagrazia De Cagna, di fatto sceglie di non andare a ricercare quanto può essere rimborsato e corrisposto, e, al fine di salvaguardare i rapporti negoziali in essere e garantirsi la “sopravvivenza” nel mercato a lungo termine, rilancia alcune soluzioni alternative. La ditta “Maraschio Bus”, infatti, nei prossimi giorni invierà alle amministrazioni appaltanti una missiva in cui per salvaguardare il servizio, proporrà la riduzione del costo pari al 30% (sulla base dei minori costi dovuti a mancato consumo di carburante, messa in stato di cassa integrazione totale dei dipendenti addetti al servizio e al prolungamento di sei mesi del periodo di ammortamento economico degli scuolabus). La ditta, inoltre, per quanto riguarda i comportamenti da osservare nella Fase 2, in collaborazione con “Busforfun” ha attivato un nuovo servizio navetta denominato “Ti porto io a lavoro”, riservato ai dipendenti di una stessa azienda per garantire il trasporto casa/lavoro e viceversa nel rispetto delle misure precauzionali ed evitando, così, il più possibile i contatti con i dipendenti appartenenti ad aziende diverse.

Il messaggio che intende trasmettere questa proposta è la scelta imprenditoriale adottata da “Maraschio Bus”: ovvero la strategia “Win to Win” intesa come strategia del vincere, ove nell’ambito di una negoziazione in cui entrambe le parti soddisfino i propri interessi.

«L’eccezionalità della situazione emergenziale mi ha fatto ripensare al mio essere imprenditore – afferma Lorenzo Maraschio - e all’obiettivo che intendo perseguire in futuro. Coadiuvato dal nostro legale aziendale, Annagrazia De Cagna, ho delineato una nuova mission non più orientata al solo conseguimento dell’utile economico, ma che rappresenti un vantaggio anche per l’ambiente esterno dell’azienda stesso, dal momento che, oltre ad offrire un servizio alla collettività siamo parte integrante del tessuto sociale del territorio operando dando lavoro a persone residenti in loco».

«Riteniamo – aggiunge - che il dialogo che intendiamo instaurare con le amministrazioni comunali, nostre committenti, al fine di salvaguardare i rapporti negoziali in essere, avvantaggi entrambe le parti, dal momento che si troverebbero a dover corrispondere interamente quanto previsto da contratto, pur non incassando le entrate derivanti dalle rette che le famiglie non corrispondono in assenza del servizio sospeso per decreto ministeriale».

La ditta fa inoltre sapere che nella prospettiva di fornire i propri servizi, ha già provveduto ad attivare procedure straordinarie di sanificazione ambientale idonee a garantire la rimozione della carica batterica, fungine e virale da tutte le superfici mediante l’utilizzo di prodotti specifici. A bordo degli autobus, inoltre, saranno a disposizione di chi ne fosse sprovvisto mascherine e guanti monouso, e all’ingresso e per l’intera durata del viaggio del gel antibatterico mani a rapida azione igienizzante. Si è inoltre provveduto a differenziare le porte di accesso per la salita e la discesa e a garantire il distanziamento fra gli utenti avendo ridotto la capienza per autobus: «L’obiettivo è trasformare il trasporto collettivo in opportunità e volano di un graduale ritorno alla agognata normalità produttiva, sociale e relazionale».  

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