Cronaca Scorrano 

Licenza sospesa per indagini a carico del cugino, il Tar riabilita azienda di fuochi d’artificio

Il Prefetto non avrebbe dovuto emanare il provvedimento a carico della ditta “Angelo Mega” di Scorrano nell’ambito delle indagini dell’operazione “Tornado” in cui...

Il Prefetto non avrebbe dovuto emanare il provvedimento a carico della ditta “Angelo Mega” di Scorrano nell’ambito delle indagini dell’operazione “Tornado” in cui fu indagata invece la “Francesco Mega srl”. Il solo rapporto di parentela con l’indagato non è sufficiente per sospendere la licenza per l’esercizio dell’attività di pirotecnico. È questo il principio con cui la III sezione del TAR Lecce, presieduta da Enrico D’Arpe, ha accolto quest’oggi, l’istanza cautelare connessa al ricorso principale proposto dalla ditta Angelo Mega di Scorrano contro il provvedimento del Prefetto. Il giudice amministrativo ha così confermato il proprio precedente decreto monocratico con cui i primi di luglio aveva già sospeso il provvedimento della Prefettura di Lecce di inibizione dell’attività di deposito e commercializzazione di fuochi pirotecnici. In particolare, il Tar del capoluogo salentino ritendo fondate, ad una prima sommaria valutazione della fase cautelare, le principali censure dei difensori, gli avvocati Francesco Meo e Alfredo Matranga, ha puntualmente evidenziato che il solo rapporto di parentela, peraltro di semplice “cuginanza”, con l’altro soggetto indagato per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Tornado”, non è sufficiente a disporre la sospensione del titolo di polizia. La ditta di Angelo Mega infatti è differente da quella condotta dal cugino Donato Mega, amministratore unico della “Francesco Mega srl”, raggiunta lo scorso 26 giugno, sempre nell'ambito dell'inchiesta “Tornado”, dall'interdittiva antimafia. Il giudice ha evidenziato il difetto istruttorio e motivazionale del provvedimento impugnato, mettendo in chiaro che la Prefettura avrebbe dovuto inserire ulteriori elementi per rendere plausibile “l’influenza reciproca di comportamenti” tra il ricorrente e il parente indagato, soprattutto in considerazione della circostanza che il ricorrente non è nemmeno accusato in sede penale di far parte del sodalizio criminoso ed è quindi completamente estraneo alle vicende penali.   Secondo il Tar inoltre la Prefettura ha concluso il procedimento sanzionatorio di sospensione della licenza violando anche le garanzie procedimentali e partecipative del ricorrente. Ed infatti, la Prefettura aveva in prima battuta preannunciato l’emanazione di un provvedimento di revoca della licenza, assegnando al ricorrente il termine di 10 giorni per presentare le proprie osservazioni, mentre poi, senza attendere la decorrenza del termine per la proposizione delle memorie, ha concluso il procedimento sanzionatorio sospendendo per sei lunghi mesi la licenza di pirotecnico intestata al ricorrente. L’udienza per la discussione del merito del ricorso è fissata per il prossimo 10 marzo 2020.    

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