Cultura Sannicola 

La salentina Simona Mosco tra le donne che scriveranno la Carta di Dubai

La presidente dell’Associazione Metoxè di Sannicola è tra le Donne che scriveranno la Carta di Dubai, la Carta delle Donne nel Mondo

Gli Stati Generali delle Donne, un coordinamento permanente delle donne nelle diverse regioni italiane, tra le attività di internazionalizzazione avviate, in occasione di Expo di Dubai intende attualizzare la Carta per fare in modo che il tema dei diritti delle Donne sia percepito nel mondo come il più urgente attuale e importante possibile.

La Carta di Dubai intende definire i temi delle donne e del futuro in termini generativi e rigenerativi e sottoscrivere la stessa a livello mondiale. “La proposta avanzata in occasione della Carta di Dubai, riguarda una questione nell’ambito della medicina e del mondo sanitario. Il fine è di promuovere una cultura vera delle pari opportunità a tutela dei diritti fondamentali portando alla luce tutte quelle patologie “Invisibili” che non sono riconosciute dallo Stato, quali: vulvodinia, neuropatia del pudendo e fibromialgia”.

La fibromialgia è una sindrome dolorosa cronica, che in Italia colpisce circa 3 milioni di persone, nel 90 per cento dei casi donne. Nella pluralità dei casi, i sintomi evidenziati nella patologia sono principalmente il dolore muscolo-scheletrico diffuso, seguito da affaticamento, rigidità, bruciori, stanchezza cronica, problemi gastro-intestinali e altre problematiche. Sintomi che comportano una limitata esecuzione delle normali attività.

“Sebbene si tratti di una condizione cronica invalidante, nel nostro Paese la fibromialgia non è riconosciuta malattia cronica all’interno dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), quindi i malati non hanno diritto alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale” aggiunge la Presidente Simona Mosco. Sul posto di lavoro non ci sono né tutele né diritti e anche presentare la domanda di invalidità, per i pazienti fibromialgici, significa intraprendere un percorso ad ostacoli.

“Vogliamo che queste malattie vengano riconosciute come malattie croniche e invalidanti. Vogliamo ricevere le cure adeguate GRATUITE per tutt* Le liste d’attesa sono lunghissime e di conseguenza può curarsi solo chi può permettersi visite private”.

Nella proposta inoltrata agli Stati Generali delle Donne, Simona Mosco chiede la promozione di iniziative di prevenzione genere-specifiche,  la creazione di percorsi diagnostico-terapeutici declinati secondo il genere;  l’attenzione alle problematiche genere specifiche in tutte le azioni di sviluppo sanitario e sociosanitario;  la formazione verso tutti gli operatori sanitari sia relativamente alla tematica specifica sia ponendo attenzione affinché gli aspetti clinici trattati nei diversi ambiti formativi siano trattati anche in relazione al genere;  il confronto con gli ambiti di ricerca studio e formazione accademica affinché vengano sviluppati studi genere-specifici; informazione diffusa.

“Solo attraverso una rete integrata di medici di medicina generale e di specialisti e attraverso una buona gestione delle risorse economiche sarà possibile individuare la cura adatta per i singoli pazienti che, come accade per tutte le patologie croniche, hanno bisogno di terapie appropriate”.

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