Sanità Lecce 

Sanità, rischio caos nelle liste d'attesa in Puglia

L'AIFA interviene sulle modalità di trattamento e di prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale mettendo a rischio le terapie per i pazienti affetti da broncopneumopatia. L'allarme di Codacons Lecce.

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una grave malattia respiratoria che secondo alcuni dati colpisce in Italia il 5,6% degli adulti (circa 3,5 milioni di persone) ed è responsabile del 55% dei decessi per malattie respiratorie. Nonostante sia ampiamente diffusa, rimane ancora oggi una patologia sottostimata in quanto non viene individuata fino al momento dell’acutizzarsi dei sintomi, spesso in occasione di ricovero.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha collocato la broncopneumopatia come la terza causa di morte a livello globale ma l’incidenza di tale malattia è purtroppo destinata ad aumentare anche a causa dell’inquinamento ambientale e del progressivo invecchiamento della popolazione.

In tale contesto poco rassicurante si staglia la Nota 99 emanata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che interviene sulle modalità di trattamento e di prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale delle terapie per i pazienti affetti da BPCO.

L’obiettivo dichiarato è quello di contenere la spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale ma il rischio è che le disposizioni dell’AIFA finiscano per ostacolare l’accesso alle cure gratuite riconosciuto dall’art. 32 della Costituzione.

La Nota AIFA 99 stabilisce che la cosiddetta “triplice terapia” ad unico inalatore (il farmaco somministrato ai pazienti più gravi) potrà essere prescritta esclusivamente da medici specialisti operanti in Centri per la cura delle malattie respiratorie di 2° livello.

Per cui i pazienti dovranno dapprima prenotare una spirometria semplice e, se da questa dovesse risultare una situazione di gravità della malattia, dovranno nuovamente prenotare gli esami presso un Centro di 2° livello per poter finalmente ottenere la somministrazione della triplice terapia.

Vero è che la Nota 99 riconosce anche ai medici di medicina generale la possibilità di effettuare la spirometria semplice ma è altrettanto vero che sino a quando i medici curanti non si siano dotati degli spirometri e della formazione necessaria, tali incombenti continueranno a gravare integralmente sugli Ospedali.

Per cui i pazienti potrebbero essere costretti a prenotare dapprima un esame spirometrico semplice presso un medico o un Centro di 1° livello attendendo le relative tempistiche; ed in seguito un ulteriore esame presso un Centro di 2° livello, con ulteriori tempi di attesa.

Un meccanismo a dir poco perverso che potrebbe comportare non soltanto un disagio per i pazienti costretti a vagare tra le varie strutture per potersi curare ma persino una duplicazione dei tempi d’attesa per l’esecuzione dei vari esami.

Altra preoccupazione riguarda l’insufficienza dei Centri di 2° livello attualmente presenti in Salento dove su un totale di 10 Centri per la cura delle malattie respiratorie solo 4 risultano attrezzati per svolgere esami di 2° livello per la cura della BPCO.

Secondo la Nota AIFA 99 gli specialisti che lavorano presso i Centri di 1° livello, pur avendo tutte le competenze per prescrivere la triplice terapia, rimangono esclusi dalla possibilità di prescrivere il farmaco. Perciò i pazienti già in cura presso un Centro di 1° livello, per poter ottenere la prescrizione della triplice terapia, dovranno emigrare presso un centro di 2° livello andando a congestionare ulteriormente le liste d’attesa.

Ulteriore motivo di preoccupazione è dato dalla distribuzione dei Centri di 2° livello in quanto 2 di questi si trovano a Lecce e gli altri 2 a Scorrano e Tricase. Dunque una distribuzione territoriale fortemente frammentaria che rischia di rappresentare per i pazienti un ulteriore motivo di disagio e di ostacolo per l’accesso alle cure.

In base alla Nota AIFA 99 la prescrizione delle terapie per BPCO può essere posta a carico del Servizio Sanitario Nazionale solo quando la diagnosi della malattia, anche in presenza dei sintomi, sia stata confermata mediante un esame strumentale vale a dire attraverso una spirometria ed ulteriori esami strumentali.

In questo modo, i pazienti in condizioni fisiche o mentali tali da non poter effettuare la spirometria rischiano di rimanere esclusi dalla somministrazione delle terapie. Si pensi ai pazienti che abbiano subito interventi chirurgici delicati che rendano impossibile effettuare la spirometria fino alla guarigione. O peggio ancora, alle persone in condizioni di grave disabilità fisica o mentale, i quali, nell’impossibilità perenne di sottoporsi alla spirometria e ad esami strumentali, rimarrebbero privati della possibilità di ottenere la prescrizione della terapia a carico del SSN. Queste persone, già di per sé estremamente fragili, si troverebbero di fronte all’alternativa tra non curarsi affatto oppure acquistare la terapia a proprie spese. Sempre che abbiano le risorse economiche per poterla acquistare se si considera che la triplice terapia ad unico inalatore per il trattamento della BPCO ha un costo di circa 90 euro.

Il Codacons ha provveduto a segnalare le problematiche della Nota 99 alla Regione Puglia e all’ASL di Lecce chiedendo di definire un quadro organizzativo-gestionale che non comprometta l’accesso alle cure di una malattia particolarmente grave come la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva anche mediante lo stanziamento delle risorse economiche necessarie per dotare i dieci Centri attualmente presenti in territorio salentino delle attrezzature necessarie per eseguire indagini di 2° livello.


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