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Covid-19, non solo ricoveri. Iniziate le dimissioni dei pazienti guariti

Lo comunica la Asl Lecce in base al resoconto dei tre reparti impegnati ad ospitare gli ammalati salentini

Arrivano le prime guarigioni da Covid-19 dei pazienti ricoverati in ospedale o dopo un trattamento in un reparto di terapia intensiva. In Provincia di Lecce sono impegnati, in prima linea, il reparto di Malattie Infettive di Lecce con 24 posti letto, il reparto di Malattie Infettive di Galatina con 26 posti letto e il reparto ospedaliero di San Cesario con il centro di assistenza per malati in fase post acuta. Nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce cinque persone si sono negativizzate e quindi sono state dimesse guarite: 2 il 20 marzo, 1 il 21, 1 il 24, 2 il 26. A tutti questi pazienti è stato consigliato l'isolamento fiduciario a casa, al fine di migliorare le condizioni generali nella fase di convalescenza. In questo momento, tre pazienti risultati negativi sono ancora ricoverati, in attesa del secondo tampone negativo che, in base alle linee guida attuali, certifica la completa guarigione e la non contagiosità.

Nel presidio riabilitativo di San Cesario, ora ospedale Post Covid, sono ricoverati 18 pazienti ancora positivi al Covid-19 che hanno però superato il periodo di acuzie e sono ora in fase di remissione completa. Sono tutti in via di miglioramento, sia per quanto riguarda la sintomatologia, sia per quanto attiene i parametri di laboratorio. Molti sono già sfebbrati, vengono monitorati costantemente, almeno due volte al giorno, con misurazione della pressione arteriosa, frequenza cardiaca, temperatura corporea, emogas e con un trattamento di supporto di ossigenoterapia e antivirali al bisogno. molti pazienti sono portatori di più patologie indipendentemente dall'infezione Covid-19, anche a causa dell'età. Lo scorso 23 marzo è stata dimessa una paziente guarita e altri pazienti sono pronti per la dimissione. La guarigione virologica, quindi la negatività per due volte al SARS-CoV-2 nei tamponi, è stata appurata per quattro pazienti ricoverati nell’ospedale di Galatina. Un uomo è stato già dimesso, un altro è tornato a respirare autonomamente senza ossigeno, due saranno dimessi nella giornata di domani. Dopo le dimissioni anche per loro è previsto un periodo di convalescenza da trascorrere presso il proprio domicilio, con monitoraggio del medico di medicina generale e del Servizio Igiene Pubblica.

Per quanto riguarda l'età si passa dalla bimba di pochi mesi con la mamma ad alcuni sessantenni per giungere a due ottuagenari. Sotto i 50 anni gli altri. Si conferma la prevalenza del numero di donne guarite, in linea con il dato riscontrato in tutta Italia che vede una maggiore protezione delle donne nei confronti dell'infezione.

In questi reparti ma anche presso il nuovo Dea vengono utilizzati i protocolli farmacologici approvati dalla Simit (Società Italiana di Malattie Infettive. Tra questi l'associazione tra un antimalarico (drossiclorochina) e alcuni farmaci antiretrovirali (anti Hiv): Lopinavir/Ritonavir (Kaletra) oppure Darunavircobicistat (Rezolsta). Un altro strumento terapeutico è il Remdesivir, un antivirale potenzialmente efficace nei confronti dei coronavirus. Una terza possibilità è rappresentata da Tocilizumab, già utilizzato per la cura dell'artrite reumatoide, con l'obiettivo di un’attività non antivirale, ma anti-infiammatoria.


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