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Puglia, corsa per far restare i medici in regione e rinforzare gli organici. Nei progetti, Medicina a Lecce

La nuova strategia regionale per rinforzare e rendere più giovane l’organico medico consiste nel puntare sulle scuole di specializzazione, finanziandone di nuove con decine e decine di milioni di euro

La nuova strategia regionale per rinforzare e rendere più giovane l’organico medico consiste nel puntare sulle scuole di specializzazione, finanziandone di nuove con decine e decine di milioni di euro. Anche secondo il presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce questa è strada giusta da percorrere. Ieri è stata annunciata la contromossa pugliese per evitare che i medici della regione continuino a specializzarsi in altre università per poi restare fuori. Il presidente della Puglia ha spiegato gli interventi del suo governo in questo campo ai responsabili dell’Ordine dei Medici aggiungendo che è si punta all’apertura di nuove facoltà di medicina, come accaduto già a Taranto. Nei progetti per il futuro c’è Medicina a Lecce. 

L’unico modo per dare l’opportunità ai giovani medici di restare in Puglia senza sacrificare le loro professionalità è quello di costruire sempre nuove opportunità per il periodo successivo alla laurea. Arginare la cosiddetta “fuga di cervelli” pugliese è diventata una priorità anche per il governo regionale. Bisogna agire su due livelli: offrire la possibilità di specializzarsi in Puglia a un numero sempre maggiore di medici neo-laureati e consentire agli aspiranti medici di studiare medicina direttamente sul territorio. Lo diceva anche il professore Carlo Foresta: un’Università di Medicina fatta con i sacri crismi nel Salento migliora la medicina locale e crea eccellenze. Avere più laureati e facoltà di medicina e più scuole di specializzazione sicuramente darà un sospiro di sollievo al sistema sanitario pugliese per far fronte alle sue esigenze. Le speranze sono riposte nei tanti soldi che l’Europa mette a disposizione. “Noi ci auguriamo che il recovery fund e i soldi del Mes consentano finalmente l’inversione delle politiche sanitarie di tutte le regioni perché, mentre prima si pensava solo a risparmiare, adesso bisogna considerare la sanità pubblica come un investimento che crea benessere e attrazione di altri investimenti - ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenuto ieri sera con il ministro della Salute, Roberto Speranza, all’incontro ‘Bari laboratorio di idee per il futuro della professione’, organizzato dall’Ordine dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Bari, presieduto dal dott. Filippo Anelli - Nei luoghi dove c’è buona sanità e poco inquinamento, tutti vogliono fare vacanza, tutti vogliono investire e aprire nuove attività economiche”.

LA POSIZIONE DELL’ORDINE DEI MEDICI NEL SALENTO 

L’ordine dei Medici ha preso atto che a livello regionale c’è una visione, un progetto concreto per superare la carenza di personale rispetto alle regioni del nord e la fuga dei medici, ma passare dalle parole ai fatti non è così semplice. “Nell’incontro con il ministro Speranza non si è parlato esplicitamente della Facoltà di Medicina a Lecce, su cui vogliamo puntare, ma si è accennato alla possibilità di farne altre - spiega il presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce, Donato De Giorgi - Eppure quella di Taranto langue: non ha le persone che la sostengono. Per Lecce stiamo cercando di portare l’attenzione su due elementi: autonoma e responsabilità. Non si può aprire senza una buona organizzazione. I docenti con i nuovi iscritti ci sarebbero, ma il vero problema è permettere che una facoltà del genere acquisisca autonomia e che possa avere importanza strategica sul territorio. Non intendiamo costruire una sezione di Bari a Lecce. Vorremmo una facoltà autonoma che collabori con Bari e con tutti gli altri. Ad ogni modo bisogna puntare sulle specializzazioni da fare in Puglia: la strategia ci sembra quella giusta. Bisogna premere perché si facciano passi concreti in questa direzione. Abbiamo ancora problemi di organico negli ospedali e nella sanità in generale per colpa dei tagli del passato”. La qualità in campo sanitario si raggiunge con investimenti mirati ed efficaci: adesso l’unica speranza sono i soldi che dovrebbe mettere a disposizione l’Europa.

Gaetano Gorgoni


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