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Colon irritabile dovuto allo stress, uno dei disturbi più frequenti, ma il trattamento dev’essere personalizzato

Secondo l’indagine pubblicata su Gastroenterology il 40% degli adulti nel mondo soffre di almeno un disturbo gastrointestinale e nella maggior parte dei casi si tratta di colon irritabile

Secondo l’indagine pubblicata su Gastroenterology il 40% degli adulti nel mondo soffre di almeno un disturbo gastrointestinale e nella maggior parte dei casi si tratta di colon irritabile. Chi soffre di questi problemi va più spesso dal medico e utilizza più farmaci rispetto al resto della popolazione. Le situazioni di stress dovute alle chiusure forzate per la pandemia hanno contribuito ad aumentare i disturbi di questo tipo. Bisogna capire che ci troviamo di fronte a patologie funzionali del tratto digerente che esplodono quando c’è qualcosa che non va nella connessione tra intestino, cervello e funzioni del microbiota. 


Il problema del colon irritabile può partire dal cervello: in una situazione di stress e tensione vengono modificati i segnali dell’organo principale del sistema nervoso centrale all’intestino. Questo cambiamento determina una permeabilità della barriera intestinale: viene consentito il passaggio nel sangue di frammenti di microbi della flora intestinale che possono scatenare microinfiammazioni. Lo stato infiammatorio è una risposta protettiva dell’organismo, ma se il disagio percepito dal nostro cervello continua, gli stati infiammatori si ripetono fino a portare a patologie autoimmuni. È incredibile come tutto sia connesso al nostro cervello e alle nostre emozioni. Ci sono delle condizioni che devono metterci in allerta: innanzitutto il bruciore di stomaco che non sia collegato a delle cause chiare come un pasto abbondante. Bisogna attivarsi con i controlli se c’è un calo di peso del 5% senza un motivo. Un altro campanello d’allarme e l’uso continuativo di antinfiammatori: a lungo andare possono scatenare diversi tipi di problemi. Bisogna rivolgersi al medico se insieme ai disturbi gastrointestinali compare anche malessere e febbre che non dipendono dall’influenza. Anche i sintomi gastrointestinali insoliti, che durino per tre mesi, devono metterci in allerta. Inoltre non bisogna mai sottovalutare le feci scure o con tracce di sangue. Un’altra questione da tenere bene a mente è quella della familiarità: se c’è già in famiglia un caso di tumore allo stomaco, colon, pancreas significa che potrebbe esserci una predisposizione genetica e allora prevenzione e screening diventano fondamentali. 


PREVENZIONE ED EQUILIBRIO DEL MICROBIOTA 


La parola d’ordine è equilibrio nell’alimentazione: ormai ne siamo tutti consapevoli. Non possiamo pretendere di abbuffarci e restare in salute. La prima regola è non mangiare troppo e non bere troppo. Ci sono alcuni organismi che non tollerano cibi troppo acidi: in questi casi bisogna evitarli. Con il professore Mauro Minelli abbiamo più volte affrontato il problema del microbiota intestinale, un vero e proprio organo composto da una ‘comunità microbica’ il cui squilibrio può dar luogo a tutta una serie di patologie. L’alimentazione scorretta, l’abuso di farmaci e altri problemi alterando il microbiota creano uno squilibrio organico che dà luogo a tutta una serie di patologie. Non cerchiamo rimedi utili per tutti, non esiste un’alimentazione standard che possa far stare in salute chiunque: l’unica risposta è studiare il singolo organismo e adattare cure e alimentazione a quel particolare tipo di microbiota. Per curare il colon irritabile bisogna capire prima che tipo di squilibrio si è creato nel microbiota del paziente cercando di porre rimedio agli scompensi, ma togliamoci dalla testa che esista un’unica cura per tutti. Ad ogni modo possiamo cercare di limitare i danni con uno stile di vita sano e con il minor numero possibile di situazioni stressanti. 


Gaetano Gorgoni

 

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