Salute Sette Puglia sette 

Antigone e Regione Puglia per discutere di salute e carcere

Tavolo tecnico sul tema della salute in carcere, che mette al centro dell’agenda politica regionale i principi sanciti dall'art 32 della Costituzione.

Si è tenuto giovedì scorso presso la Sala Guaccero della Presidenza del Consiglio regionale della Puglia il tavolo tecnico – durato circa tre ore - sul tema della salute in carcere. Un tavolo chiesto da Associazione Antigone Puglia alla Regione Puglia e voluto dalla Presidente Loredana Capone.
È la prima volta che in Puglia si costruisce un tavolo tecnico sul tema della salute in carcere che mette al centro dell’agenda politica regionale uno dei temi fondamentali sanciti dall’art 32 della Costituzione.
Insieme a tutti i Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza della Puglia, al Provveditore regionale del Dap, ai direttori delle carceri, ai dirigenti sanitari della Asl, al Garante delle persone detenute Piero Rossi si è chiesto alla politica e al neo assessore alla sanità Dottor Rocco Palese, di occuparsi della salute fisica e psichica delle oltre 4.000 persone che affollano le galere della Puglia.
“Antigone Puglia – ha affermato la presidente Maria Pia Scarciglia, presente alla riunione insieme all’avvocato Alessandro Stomeo, socio di Antigone Puglia - è riuscita a mettere attorno al tavolo tutti i principali attori del sistemazione penitenziario che si sono finalmente parlati dopo anni, in particolare per affrontare il tema della salute in carcere e non solo. Abbiamo chiesto alla politica e ai vertici regionali della Asl di fare la loro parte ponendo al centro delle priorità: telemedicina, servizi psichiatrici, investimento su risorse umane e prevenzione del rischio suicidario”.  
“La sfida – continua la presidente di Antigone Puglia - non è soltanto combattere la pandemia ma investire sul personale, formare ed incentivare i giovani medici, sulla tecnologia e sulla rigenerazione dei luoghi detentivi. Noi continueremo a fare ciò che da trent’anni sappiamo fare osservando e monitorando il carcere attraverso proposte capaci di trasformare il carcere in un luogo dignitoso e degno di un paese civile che ripudia la violenza”.

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