Salute Sette Gallipoli 

Nell’ospedale di Gallipoli operatori col Covid dopo la prima dose di vaccino: tutto inutile senza richiamo

Si moltiplicano in queste ore gli articoli su operatori sanitari contagiati dopo che hanno ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer: in realtà non c’è nulla di strano

Si moltiplicano in queste ore gli articoli su operatori sanitari contagiati dopo che hanno ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer: in realtà non c’è nulla di strano. “Lo sapevamo già che bisognava inoculare due dosi a distanza di 21 giorni e attendere una settimana prima che faccia effetto il vaccino di cui disponiamo oggi. Gli operatori sanitari gallipolini hanno contratto il virus perché con la prima dose non ci si immunizza” - spiega al telefono il presidente dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi.

Da Milano a Lecce in queste ore le cronache sul covid sono piene di storie di operatori sanitari che non sono riusciti a fare in tempo a chiudere il ciclo vaccinale e hanno contratto il SARS-CoV-2. La vaccinazione di tutti gli operatori sanitari, del personale e degli ospiti delle RSA è una corsa contro il tempo. Nel Salento pochi giorni fa è morto un quarantenne che faceva il cuoco in una residenza sanitaria assistenziale. L’idea di limitare il vaccino a una dose per accelerare sulla vaccinazione di massa è una fake news: limitarsi al primo step equivale a non vaccinarsi e nessuna autorità sanitaria ha mai pensato di adottare questa strategia. In meno di un mese sono già emersi non pochi problemi: prima il rallentamento nella distribuzione delle dosi e poi i dubbi sulla quantità di molecola di mRna incapsulata in nanoparticelle lipidiche (che forse nelle prime dosi non era sufficiente), ma ora è tutto risolto: può accadere che siano necessari aggiustamenti per un vaccino, quando avviene il passaggio alla produzione in grandi quantità.

SENZA IL RICHIAMO TUTTO INUTILE

Visto che circolano così tante opinioni confuse sul vaccino, ricordiamo che l’AIFA ha avvertito sin dall’inizio che il prodotto non avrebbe funzionato dopo la prima iniezione: senza il richiamo è come non essersi vaccinati. I risultati di studi approfonditi “hanno dimostrato che due dosi del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono evitare al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie (ma solo dopo che è trascorsa una settimana dal richiamo!). Il 95% di riduzione si riferisce alla differenza tra i 162 casi che si sono avuti nel gruppo degli oltre 18mila che hanno ricevuto il placebo e i soli 8 casi che si sono avuti negli oltre 18mila che hanno ricevuto il vaccino”. Inutile, dunque, immaginare risultati diversi da quelli messi in luce dalla sperimentazione. Non abbiamo risposte chiare nemmeno su una questione importante: chi si vaccina potrebbe comunque essere portatore sano del virus. Questo implica che fino alla conclusione delle vaccinazioni di massa anche il personale sanitario vaccinato dovrà portare la mascherina. Atteniamoci a quello che sappiamo con certezza: è il miglior metodo per non avere brutte sorprese.

Gaetano Gorgoni

 

 

 

 

 

 

 

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