Salute Sette 

La corsa al vaccino: «Servono più dosi e meno polemiche»

Il direttore generale dell’Asl di Brindisi Pasqualone getta acqua sul fuoco: «Problemi solo nei primi giorni»

“In tutta Italia è successo che ci sia stato un po’ di caos nei primi giorni, ma non per questo bisogna pensare che si sia trattato di malafede. Le persone vaccinate sono sempre medici. Nel brindisino in dieci sono stati vaccinati prima del previsto per problemi organizzativi iniziali. Ma ora è tutto ok.  Il vero problema è che 2000 dosi di vaccino anticovid alla settimana non bastano”. Il direttore generale dell’Asl di Brindisi getta acqua sul fuoco acceso dalle polemiche sui vaccini fatti “a chi avrebbe dovuto attendere in fila”. Veleni che sono esplosi in tutta Italia, ma il vero  problema è che bisogna accelerare per evitare nuovi lockdown, tra febbraio e marzo, e per sgonfiare un’eventuale terza ondata.

Oltre al vaccino Pfizer, che continua ad essere distribuito agli operatori sanitari, sta entrando in campo “Moderna”, ma le dosi sono sempre poche. Adesso si spera che a febbraio arrivino i vaccini di AstraZeneca, perché questo consentirà alle autorità sanitarie di far partire una vera campagna vaccinale di massa, come ha spiegato in una recente intervista Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. Le prime dosi del vaccino Moderna sono già in arrivo, ora che l’EMA ha dato il via libera: è sicuro e ha la stessa efficacia di quello Pfizer, ma è indicato a partire dai 18 anni, anziché dai 16 (età prevista per quello già in uso), inoltre i giorni di distanza tra le due somministrazioni sono 28 invece di 21. Il richiamo del vaccino che viene praticato attualmente nelle nostre Asl si fa dopo 21 giorni e nel frattempo non si è al riparo dal rischio di contagio: ecco perché si tratta di una corsa contro il tempo. L’immunità si considera acquisita a partire da due settimane dopo la seconda somministrazione con Moderna, anziché i 7 giorni previsti se ci si vaccina con Pfizer. La buona notizia è che il vaccino può essere conservato a temperature “meno impegnative” rispetto al primo, comprese tra i -15° e -25°, ma è stabile tra +2° e +8° per 30 giorni se in confezione integra. Tra l’altro il vaccino moderna è già pronto all’uso senza richiedere diluizione. 

INTERVISTA AL DIRETTORE GENERALE ASL DI BRINDISI, GIUSEPPE PASQUALONE 

Le polemiche continuano sui vaccini fatti anche a chi avrebbe dovuto attendere di più: cosa è successo a Brindisi? 

“Alcuni giornalisti hanno esagerato. Ci sono stati disguidi legati alla partenza, ma questo non ha comportato alcun problema. Dieci vaccini fatti male non compromettono la campagna vaccinale. È accaduto in tutta Italia, ma da noi in maniera molto limitata. Capisco che la polemica faccia notizia se viene dall’Ordine dei Medici, ma erano sempre medici quelli che hanno ricevuto il vaccino”. 

Comunque procede tutto bene?  

“Abbiamo completato la vaccinazione su tutti gli operatori sanitari e ora stiamo passando alle RSA. Tutto procede bene per quanto ci riguarda, a parte il polverone mediatico sui salti della fila, che si è scatenato in tutta Italia, non solo qui”. 

A che punto siamo? Quando concluderemo la vaccinazione nelle rsa?

 “Dipende da quanti vaccini ci manderanno: ancora sono scarse le quantità. Abbiamo una capacità di somministrazione dei vaccini superiore alle dosi che ci arrivano. Se fossero arrivate le dosi necessarie, io avrei già vaccinato tutti gli operatori insistenti sul territorio della provincia di Brindisi. È chiaro che con le dosi disponibili è inutile precipitarsi a fare tutto in un giorno e poi rimanere senza fare niente per gli altri sei giorni. Se avessimo avuto le dosi, avremmo già concluso la campagna sugli operatori sanitari, compresi amministrativi e tutti gli altri”. 

Per completare tutto quante dosi di vaccino vi servono?

“Abbiamo bisogno ancora di 6000 dosi: tenga presente che arrivano 2000 dosi a settimana. Inoltre, con queste dosi dobbiamo fare anche il richiamo dopo 21 giorni: quindi, se ce ne danno 10.000 per tutto il ‘mondo sanitario brindisino’ non bastano, perché ce ne vogliono 20mila”. 

Quindi il commissario deve inviare più dosi: non è possibile accelerare diversamente...

“Devono inviarci più dosi: non c’è altra strada. Invece il personale c’è, è sufficiente e anche le strutture per la somministrazione”. 

Gaetano Gorgoni

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