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Tachicardia in gravidanza, cause diverse: approfondire sempre

Il ginecologo ospedaliero, Fabrizio Totaro Aprile spiega che l’aumento del battito oltre una certa soglia in gravidanza è ricorrente, ma che gli approfondimenti sono necessari.

Il momentaneo aumento della frequenza cardiaca nelle future mamme (più di 100 battiti al minuto) non ha sempre la stessa radice: nella maggior parte dei casi è fisiologico, perché il cuore di una donna deve pompare una quantità maggiore di sangue per fornire al bambino la giusta “dose” di ossigeno per formarsi e crescere (in questi casi la tachicardia sarà più lieve all’inizio per poi aumentare nel periodo finale della gestazione). La tachicardia può arrivare con palpitazioni che si sentono o senza alcun sintomo. Abbiamo sentito il ginecologo ospedaliero, Fabrizio Totaro Aprile, che ci ha spiegato che l’aumento del battito oltre una certa soglia in gravidanza è ricorrente, ma che gli approfondimenti sono necessari. 



Il cuore batte più forte per il nuovo arrivo e non sempre in senso metaforico: le mamme in “dolce attesa” devono pompare più sangue. Spossatezza, stanchezza, palpitazioni, agitazione, vertigini o problemi di gonfiore alle gambe e ai piedi possono essere i sintomi che si manifestano in una situazione del genere. Aumenta il bisogno di ossigeno, ma aumenta anche il peso che richiede uno sforzo maggiore del cuore. Naturalmente esiste la tachicardia di natura psicologica: si tratta dell’ansia di un parto imminente e di tutti i cambiamenti che comporta. 

“Molto spesso capita che le donne incinte arrivino in ospedale preoccupate dall’aumento dei battiti del cuore - spiega  il ginecologo Fabrizio Totaro Aprile - La tachicardia può essere legata ad un a calo della pressione arteriosa oppure anche ad una diminuzione dell’emoglobina. Spesso non si tratta di un calo assoluto, ma relativo, perché aumenta la parte liquida del sangue”.  Ma la tachicardia in gravidanza può essere anche di natura patologica, anche se si tratta di casi meno frequenti 



TACHICARDIA IN GRAVIDANZA: CAUSE DI NATURA PATOLOGICA



È possibile che fosse presente già un problema di natura cardiaca e che, una volta incinta, si presenti in maniera evidente questo disturbo. Può succedere alle donne che soffrono di pressione bassa delle arterie, quella che tecnicamente viene definita ipotensione. Possono esserci anche cause più preoccupanti come disturbi alla tiroide o casi di anemia (è frequente la carenza di ferro in gravidanza), ma anche malattie cardiache, problemi di asma o infezioni polmonari. La tachicardia può correlarsi anche un’eccessiva attività fisica, all’assunzione di sostanze stimolanti, quando si beve ad esempio troppo caffè o si fuma, o a una condizione di obesità. È importante fare una diagnosi attenta che non può ridursi a una “visita superficiale”: ci vogliono esami del sangue (per verificare i problemi alla tiroide o l’anemia), elettrocardiogramma e holter cardiaco. Infatti, se il ginecologo lo ritiene opportuno, bisogna approfondire con una visita cardiologica e con gli esami sopra citati: è importante scongiurare le cause cardiache. Fare una diagnosi completa e approfondita mette al riparo tutti da spiacevoli sorprese. 



Gaetano Gorgoni 



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