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Vaccino anticovid tra polemiche per la priorità e minacce di licenziamento

Alcuni medici di base polemizzano col direttore generale Rodolfo Rollo e chiedono trasparenza massima. Intanto, dalle colonne del Corriere della Sera, il giurista Pietro Ichino spiega che un dipendente che non si vaccina può essere licenziato, “perché la protezione del tuo interesse alla prosecuzione del rapporto cede di fronte alla protezione della salute altrui.

Ora che la vaccinazione è partita emergono tutte le criticità legate alla distribuzione di massa, ma anche le polemiche su chi ha diritto di vaccinarsi prima. Alcuni medici di base polemizzano col direttore generale Rodolfo Rollo e chiedono trasparenza massima. Intanto, dalle colonne del Corriere della Sera, il giurista Pietro Ichino spiega che un dipendente che non si vaccina può essere licenziato, “perché la protezione del tuo interesse alla prosecuzione del rapporto cede di fronte alla protezione della salute altrui. “Sanzioneremo i medici ‘no Vax’: è un dovere deontologico” - spiega il presidente dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi. 

Il dibattito sul vaccino è destinato a tenere banco ancora per molto sui media locali e nazionali. Il Ministero della Sanità ha chiarito che la priorità nelle vaccinazioni anticovid spetta a operatori sanitari e sociosanitari: tutti coloro che sono i più esposti nel pubblico e nel privato. In altre parole, bisogna vaccinare con urgenza chi è in “prima linea” sul fronte della battaglia contro il SARS-CoV-2 e delle sue mutazioni, un virus che ha messo in ginocchio il mondo (che ora si rialza lentamente!). Alcuni medici di base si lamentano “perché nessun medico convenzionato del territorio ha avuto le necessarie attenzioni dell’ASL, soprattutto in tema di prevenzione, ovvero di pratica dei tamponi per la diagnosi tempestiva del Covid-19”. “Da domenica scorsa siamo entrati in regime di vaccinazione anti-Covid-19, altra opportunità di prevenzione per i medici convenzionati del territorio - scrive in una lettera indirizzata al direttore generale Asl/Le, Rodolfo Rollo, il medico di medicina generale Antonio Chiodo - Ella si è vaccinato per dare l'esempio alla popolazione; con franchezza avrei preferito che l'esempio l'avessero dato i medici del territorio ed il personale che li affianca, così come previsto dalle disposizioni ministeriali. Ma Ella è più autorevole ed incisiva nel tentativo di convincimento, secondo una certa idea di politica delle immagini piuttosto che di ossequio dell'attività assistenziale svolta minuto per minuto. Adesso io (e non solo io) le chiedo la massima trasparenza nella destinazione delle dosi di vaccino anti-COVID. Non le chiedo di pubblicare nome, cognome e ruolo di coloro che sono stati scelti per queste prime 80 dosi, ma codice fiscale e motivo della priorità rispetto ai medici del territorio, a partire da quelli addetti alle USCA e al 118. Me lo deve per civiltà e rispetto verso tutti”. 

IL LICENZIAMENTO PER CHI NON SI VACCINA? “I MEDICI SARANNO SANZIONATI”

Sta facendo molto discutere l’intervista al professor Ichino, che cita  l’articolo 2087 del codice civile, che obbliga il datore di lavoro ad adottare tutte le misure suggerite da scienza ed esperienza, necessarie per garantire la sicurezza fisica e psichica delle persone che lavorano in azienda: questo implica che se il lavoratore rifiuta di vaccinarsi può esporsi al licenziamento, secondo il giurista. Significa che il datore di lavoro non solo può imporre la vaccinazione, ma deve anche vaccinarsi. Una visione condivisa dal presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce, Donato De Giorgi (il terzo vaccinato nel V-day di Lecce): Ovviamente, va bene un’imposizione simile, nell’interesse della collettività, se è ragionevole - spiega - In questo momento non lo sarebbe, perché non è ancora possibile vaccinarsi. Ma, via via che la vaccinazione sarà ottenibile per determinate categorie – per esempio i medici e gli infermieri – diventerà ragionevole imporre questa misura, finché l'epidemia di Covid sarà un pericolo per la salute mondiale. C’è un dibattito acceso su questo: sul piano deontologico provvederemo a sanzionare eventuali medici ‘no Vax’, che diffondono false informazioni e irragionevoli paure. Esiste il discorso dell’obbligatorietà del dipendente per ragioni di sicurezza nel rapporto con il pubblico. Siamo d’accordo con questa visione”. 

Gaetano Gorgoni 

 

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