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Vaccino e interrogativi sul futuro: nessun dubbio sulla capacità di bloccare la malattia Covid

L’Agenzia Italiana del Farmaco chiede ancora un po’ di pazienza “perché essere vaccinati non conferisce un ‘certificato di libertà’, ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione”

L’AIFA ci spiega sul suo sito che anche se il vaccino anticovid (tecnicamente chiamato “COVID-19 mRNA BNT162b2”) ha un’efficacia altissima, cioè di oltre il 90%, “vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione”. L’Agenzia Italiana del Farmaco chiede ancora un po’ di pazienza “perché essere vaccinati non conferisce un ‘certificato di libertà’, ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione”. 

La strada è ancora lunga perché la vaccinazione di massa su base volontaria ha dei tempi da rispettare (finite le somministrazioni nei confronti dei più esposti e degli anziani si procederà con gli altri): tra giugno e settembre, se tutto andrà bene, potremo già essere a buon punto. Sull’efficacia non ci sono dubbi: “i risultati degli studi condotti hanno dimostrato che due dosi del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra, possono evitare al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie.

Il 95% di riduzione si referisce alla differenza tra i 162 casi che si sono avuti nel gruppo degli oltre 18mila che hanno ricevuto il placebo e i soli 8 casi che si sono avuti negli oltre 18mila che hanno ricevuto il vaccino”. Il vaccino diventa efficace non subito dopo la seconda dose, ma esattamente una settimana dopo. Le dosi non saranno somministrate ai minori di 16 anni perché la sperimentazione fatta su decine di migliaia di persone non ha interessato questa fascia d’età. Per quanto riguarda gli allergici, bisognerà vaccinarli sotto stretta supervisione medica per intervenire in caso di anafilassi (grave reazione allergica). Intanto va avanti le vaccinazione nei confronti degli operatori sanitari. “L’uso del vaccino durante la gravidanza e l’allattamento dovrebbe essere deciso in stretta consultazione con un operatore sanitario dopo aver considerato i benefici e i rischi” - chiarisce l’AIFA. 

I DUBBI DA CHIARIRE 

Non è ancora chiaro se i vaccinati possano comunque trasmettere l’infezione in modo asintomatico. L’AIFA puntualizza che è necessario più tempo per ottenere dei dati significativi che dimostrino se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione i vaccinati, le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anticovid-19. Insomma, solo il tempo ci consentirà di chiarire definitivamente alcuni dubbi. 

Gaetano Gorgoni 

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