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La battaglia Covid raccontata dal direttore Fedele: 2 positivi da Londra, si cerca la variante

Il responsabile del Sisp Area Nord - Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl di Lecce racconta gli enormi sforzi fatti dalla sua squadra per i migliaia tracciamenti nella prima e nella seconda ondata

Il responsabile del Sisp Area Nord - Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl di Lecce racconta gli enormi sforzi fatti dalla sua squadra per i migliaia tracciamenti nella prima e nella seconda ondata. Buone notizie per la provincia di Lecce: la curva epidemiologica è sempre più in discesa e le terapie intensive reggono benissimo (nella rianimazione del DEA ci sono 14 pazienti su 24 posti: molti provengono da Foggia, dove la situazione è fuori controllo). Nell’intervista esclusiva rilasciata a Gaetano Gorgoni, il direttore spiega che ci sono già due positivi provenienti da Londra e che ora si cerca di capire se si tratta della variante del SARS-CoV-2. Tanti gli argomenti affrontati, non ultimo quello sui vaccini: la provincia di Lecce è pronta per l’anticovid, il SISP si è organizzato per la conservazione e distribuzione. 

”La nostra azione di contenimento e di isolamento del virus ha dato i suoi frutti nel leccese - spiega il direttore SISP Alberto Fedele - Abbiamo avuto un momento molto difficile in cui siamo stati costretti ad abbandonare il tracciamento, ma poi la situazione è  tornata sotto controllo”.

 L’impennata del contagio nel primo autunno ha colto di sorpresa l’Asl leccese: si è temuto di finire come a Foggia, con i pazienti gravi mandati in elisoccorso nel Salento, perché non c’erano più posti nel foggiano. A novembre i picchi di nuovi positivi giornalieri superavano le 200/250 persone anche a Lecce (che significa moltiplicare quei numeri per 10 per capire quanti contatti rintracciare): il SISP per fronteggiare l’emergenza si è avvalso persino degli infermieri ancora tirocinanti per la sorveglianza (che consiste nel contattare anche 2000 persone al giorno). “Fare sfuggire solo il 10% significa perdere 200 persone in questi casi. In un mese e mezzo abbiamo avuto 3000 casi positivi. Trattavamo 30mila persone” - puntualizza il direttore, per far capire che qualche ritardo in queste condizioni è inevitabile.  

LA VARIANTE DEL SARS-COV-2 

L’Asl di Lecce è già in allerta per la variante del SARS-CoV-2: sono stati trovati a Lecce due positivi provenienti da Londra e adesso si cerca di capire a quale ceppo appartenga il virus che alberga in loro. La nuova variante circola già da settembre, secondo alcuni documenti scientifici: quindi partiamo in svantaggio, perché l’Inghilterra ha avvisato la comunità scientifica in ritardo.

“Di fatto, quello che emerso è che il virus mutante corre più veloce: ha una maggiore capacità di replicarsi, fino al 70%. Questo significa che è in grado di infettare molte più persone. Cioè, se si dovesse diffondere, l’indice RT potrebbe passare da uno a quattro, facendo aumentare così, in proporzione, casi gravi e decessi. “Due casi sono già stati isolati in Italia - afferma il responsabile SISP - Noi abbiamo due positivi provenienti dall’Inghilterra e stiamo seguendo la procedura ministeriale per capire se si tratti della variante. Il centro zooprofilattico di Puglia e Basilicata effettuerà il sequenziamento dei campioni che abbiamo inviato”. 

I VACCINI

 “Anche se la variazione del SARS-CoV-2 ha riguardato la parte dell’involucro virale, cioè le propaggini che servono al virus per ancorarsi, non sembra che ci siano problemi sull’efficacia del vaccino anticovid”. Il direttore Alberto Fedele spiega che il vaccino è stato testato su decine di migliaia di persone e che ha superato tutte le fasi che riguardano la sicurezza, senza saltarne neanche una. La Provincia di Lecce è pronta e ha già predisposto tutto per la conservazione e la distribuzione delle dosi del vaccino anticovid. Domenica 27 dicembre ci sarà la somministrazione simbolica, “ma la prova più difficile sarà quella della somministrazione di massa”.

Nonostante ci sia stato poco tempo per organizzare tutto, l’Asl di Lecce è pronta per una nuova sfida, mentre la “guerra pandemica” continua. 

Gaetano Gorgoni

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