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La variante del SARS-CoV-2 che angoscia il mondo: il parere dell’esperto

Sono almeno 12 le varianti del SARS-CoV-2 individuate dagli scienziati, ma quella che fa più paura è in Inghilterra: sembra che sia molto più contagiosa. Naturalmente, non esiste alcun elemento scientifico per credere che questa variante possa resistere al vaccino: tutto è ancora da verificare

Sono almeno 12 le varianti del SARS-CoV-2 individuate dagli scienziati, ma quella che fa più paura è in Inghilterra: sembra che sia molto più contagiosa. L’OMS chiede di rafforzare i controlli perché è già stato individuato un positivo in Italia (oltre che in Australia, Olanda e Danimarca): i voli con l’U.K. sono stati sospesi. Le varianti avvengono per l’adattamento del virus all’ospite: secondo il ministro della Sanità anglosassone (Matt Hancock) la nuova variante sarebbe fuori controllo e ha una trasmissibilità del 70% in più rispetto al virus che conosciamo. Naturalmente, non esiste alcun elemento scientifico per credere che questa variante possa resistere al vaccino: tutto è ancora da verificare! “Con un virus mutante il tampone può risultare negativo, perché quel metodo ricerca il ‘SARS-CoV-2 selvaggio’” - spiega l’infettivologo Pietro Grima. 

Il nuovo ceppo di SARS-CoV-2 è stato chiamato VUI-2020 (variant under investigation) ed è stato individuato per la prima volta, a settembre, a Londra: presenta alcune mutazioni, tra cui la principale (N501Y) a livello della proteina spike, che il virus utilizza per legarsi alle cellule umane tramite il recettore ACE2. Sul sito del Ministero della Salute si dà notizia ufficiale della variante del covid di cui si parla già da 2 giorni: “Ho firmato una nuova ordinanza che blocca i voli in partenza dalla Gran Bretagna e vieta l’ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato”- afferma il Ministro Speranza che con l’ ordinanza del 20 dicembre 2020 (efficace fino al 6 gennaio 2020) dispone inoltre che chiunque si trovi già in Italia, in provenienza da quel territorio, anche se asintomatico, è tenuto a sottoporsi a tampone antigenico o molecolare contattando i dipartimenti di prevenzione.  “La variante del Covid, da poco scoperta a Londra, è preoccupante e dovrà essere approfondita dai nostri scienziati. Nel frattempo scegliamo la strada della massima prudenza. È indispensabile il massimo coordinamento europeo sulle misure relative alla Gran Bretagna. Solo decisioni uniformi e condivise possono aiutarci a gestire al meglio la situazione fuori dall’emergenza di queste prime ore. 

IL DUBBIO SUI TAMPONI DI PIETRO GRIMA

L’infettivologo e scrittore Pietro Grima invita tutti alla prudenza: oggi non sappiamo quali effetti abbia sul virus il vaccino e nemmeno se i tamponi di cui disponiamo oggi sono in grado di individuare il “virus mutante”. “Attualmente non abbiamo lavori scientifici in grado di spiegarci la verità su questa variante. Questa mutazione, in sostanza, consiste in un cambiamento di un elemento di quel complesso proteico che si aggancia al recettore della cellula respiratoria (ACE 2): questo aggancio sarebbe più tenace, più favorevole, provocherebbe un maggiore contagio. Il dubbio adesso riguarda anche i tamponi che noi facciamo: sono in grado di individuare la variante del virus? Ne dobbiamo fare due di diverso tipo? Esiste un virus selvaggio e uno mutante che circolano contemporaneamente? Lo scenario che si apre con questa nuova scoperta è molto complesso. Le domande sono tantissime. Con il virus mutante il tampone diventa negativo, perché i tamponi di oggi sono rivolti al ‘virus selvaggio’. Dobbiamo prima stabilire cosa fare a livello diagnostico perché dobbiamo evitare di dare l’etichetta di negativo a chi magari è stato infettato dal virus mutante. Dobbiamo ancora capire che effetto farà il vaccino sulla variante. Principalmente dobbiamo capire quanto e come circola il virus mutato. Per ora sappiamo ben poco, tranne il fatto che il SARS-CoV-2 mutato è più contagioso”. 

Gaetano Gorgoni

 

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