Salute Sette 

Infezione da HIV e casi di AIDS in diminuzione, ma troppe diagnosi tardive

Domani si celebra la Giornata Mondiale della Lotta all’AIDS. Il Ministero della Salute ha pubblicato i dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV (Human Immunodeficiency Virus) e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2019

Domani si celebra la Giornata Mondiale della Lotta all’AIDS. Il Ministero della Salute ha pubblicato i dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV (Human Immunodeficiency Virus) e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2019: dal 2012 si rileva una diminuzione dei casi di trasmissione (in Italia numeri sono inferiori rispetto al resto d’Europa). Il problema restano le troppe diagnosi tardive, quando emergono sintomi gravi. Nel report dell’Istituto Superiore di Sanità è scritto che nel 2019 la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale era 42% (25% maschi e 17% femmine), quella di maschi che fanno sesso con maschi 42% e quella attribuibile a persone che fanno uso di droghe per via iniettiva 6%. Il Registro Nazionale AIDS, attivo dal 1982, nel 2019 ha ricevuto 571 segnalazioni di nuovi casi di AIDS, pari a un’incidenza di 0,9 nuovi casi per 100.000 residenti. Il 70% dei casi di AIDS segnalati nel 2019 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV positive.

I virus dell’immunodeficienza umana sono stati un incubo a cominciare dagli anni ‘80: causano un'infezione che, se non trattata, provoca la sindrome da immunodeficienza acquisita che ha ucciso tanti giovani negli scorsi anni. Anche l’HIV ha scatenato una pandemia in passato che peggiorava con lo scambio di siringhe e il sesso non protetto a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90. Oggi la situazione è diversa: ci sono test rapidissimi (anche salivari, come abbiamo già scritto), cure che evitano la morte e informazioni che permettono di far scendere sempre di più negli anni la curva dei contagi.  Nel 2019 l’incidenza più elevata di nuove diagnosi HIV si riscontra nella fascia di età 25-29 anni, soprattutto a causa del sesso insicuro.

“Diversamente dagli anni precedenti, in cui la modalità di trasmissione più frequente era attribuita a rapporti eterosessuali (maschi e femmine), nel 2019, per la prima volta, la quota di nuove diagnosi HIV riferibili a maschi che fanno sesso con maschi (MSM) è pari a quella attribuibile a rapporti eterosessuali - spiegano gli esperti nel report - Tra i maschi, circa la metà delle nuove diagnosi HIV è riferibile a sesso tra maschi. Dal 2016 si osserva una diminuzione del numero di nuove diagnosi HIV in stranieri. Dal 2017 aumenta la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con presenza di sintomi): nel 2019 2/3 dei maschi eterosessuali e oltre la metà delle femmine con nuova diagnosi HIV sono stati diagnosticati tardivamente. 

Un terzo delle persone con nuova diagnosi HIV nel 2019 scopre di essere HIV positivo a causa della presenza di sintomi o patologie correlate con HIV.

Il numero di decessi in persone con AIDS negli ultimi anni è rimasto stabile.

Nel 2019 diminuisce la proporzione di persone con nuova diagnosi di AIDS che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS”.

IL SISTEMA DI SORVEGLIANZA 

Il Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e il Registro Nazionale Aids sono i centri di monitoraggio dinamico e permanente sull’andamento del virus e della malattia: le segnalazioni inviate dalle regioni e dai centri segnalatori al Centro Operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sono continue nell’arco dell’anno, anche se in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Il COA pubblica annualmente un fascicolo del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato all’aggiornamento di questi due flussi di sorveglianza (sorveglianza Hiv e Aids). La completezza dei dati dei due flussi è strettamente legata al ritardo di notifica, cioè al tempo che intercorre tra la diagnosi e l’arrivo delle schede/file dai centri clinici/regioni al COA.

“Nel 2019 sono state effettuate 2.531 nuove diagnosi di infezione da Hiv pari a 4,2 nuovi casi per 100.000 residenti. L’Italia, in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV, si colloca lievemente al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea (4,7 casi per 100.000 residenti).

L’incidenza (casi/popolazione) delle nuove diagnosi di Hiv mostra una riduzione dal 2012, con una diminuzione più evidente nell’ultimo biennio. La riduzione del numero di nuove diagnosi Hiv interessa tutte le modalità di trasmissione.

Sono invece 571 i nuovi casi di Aids (0,9 nuovi casi per 100.000 residenti) 

Diminuisce la proporzione di persone con nuova diagnosi di Aids che scopre di essere Hiv positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids.

Il numero di decessi in persone con Aids negli ultimi anni è rimasto stabile ed è pari a poco più di 500 casi per anno”.

LA GIORNATA MONDIALE DELLA LOTTA ALL’AIDS

L’informazione e la sensibilizzazione sono le migliori armi contro il virus dell’HIV e la malattia dell’AIDS. Se si è fatto sesso non protetto, bisogna fare il test. Il preservativo evita molti guai. In occasione del 1° dicembre, Giornata Mondiale di Lotta contro l’Aids, il Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse 800.861.061 sarà attivo dalle ore 10 alle ore 18.

Il Telefono Verde offre un servizio di counselling multilingue che opera all’interno dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione e Formazione - Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità. In ogni città esiste un centro per poter fare un test gratuito: le diagnosi tardive sono un grave problema che bisogna prevenire con più test e meno sesso a rischio. 

Gaetano Gorgoni 


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