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Uso consapevole degli antibiotici, OMS: “Resistenza antimicrobica problema mondiale”

Recenti studi mettono in luce un numero sempre più alto di pazienti infettati da batteri resistenti, in Italia e nel resto d’Europa. Il Ministero della Salute lancia l’allarme: “L’uso prudente degli antibiotici può contribuire a fermare l’insorgenza dei batteri resistenti e ad aiutare a mantenere l’efficacia degli antibiotici perché possano essere utilizzati dalle generazioni future”

Recenti studi mettono in luce un numero sempre più alto di pazienti infettati da batteri resistenti, in Italia e nel resto d’Europa. Il Ministero della Salute lancia l’allarme: “L’uso prudente degli antibiotici può contribuire a fermare l’insorgenza dei batteri resistenti e ad aiutare a mantenere l’efficacia degli antibiotici perché possano essere utilizzati dalle generazioni future”.

Ieri, 18 novembre, si è tenuta la Giornata europea degli antibiotici nell'ambito della contestuale Settimana mondiale della consapevolezza antimicrobica promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dal 18 al 24 novembre 2020.

L'iniziativa ha come obiettivo la sensibilizzazione sulla minaccia rappresentata dalla resistenza agli antibiotici e sull'importanza di un loro uso prudente. 

Immaginate che un antibiotico non abbia più effetto sul vostro organismo con un’infezione che avanza pericolosamente: il rischio per la salute è enorme. Le autorità sanitarie cercano di sensibilizzare parlando un linguaggio immediato ed efficace. Per questo sono stati lanciati alcuni slogan della campagna di sensibilizzazione 2020: Antimicrobici: maneggiare con cura applicabile a tutti i settori e “Uniti per preservare gli antimicrobici” destinato al settore umano.  “La resistenza agli antibiotici è un meccanismo naturale di difesa dei batteri, ma la situazione sta peggiorando con l'emergere di nuovi ceppi batterici resistenti a più antibiotici contemporaneamente (noti come batteri multi-resistenti), soprattutto negli ospedali - spiegano gli esperti del Ministero della Salute - In particolare, i batteri resistenti agli antibiotici di ultima linea limitano fortemente le opzioni di trattamento per i pazienti infetti. Questi batteri possono addirittura diventare resistenti a tutti gli antibiotici esistenti, con la conseguente assenza di terapia efficace per l’eventuale paziente.

Senza antibiotici efficaci potremmo tornare all'era preantibiotica, quando i trapianti di organi, la chemioterapia per il cancro, la terapia intensiva e tutte le altre procedure mediche, incluse alcune cure odontoiatriche, non sarebbero più possibili senza l’insorgenza di infezioni anche gravi. Le malattie batteriche si diffonderebbero e, non potendo più essere curate, causerebbero la morte”.

LE LINEE GUIDA INTERNAZIONALI 

L’OMS ha dichiarato la resistenza antimicrobica (AMR) uno dei 10 principali problemi sanitari mondiali. Questo tipo di problema e ormai globale e richiede un approccio multidisciplinare e maggiore consapevolezza dei consumatori che troppo spesso sono portato ad automedicarsi e ad autoprescrizioni senza diagnosi adeguate. Senza contare l’allarme lanciato dell’Infettivologo Pietro Grima che ci ha parlato di quanto sia pericoloso il sottodosaggio di un farmaco. Per fare un esempio, se devo curare una qualsiasi infezione e, invece di prendere i farmaci cinque giorni, li prendo solo per la metà del tempo previsto per sconfiggere la malattia, sto creando un grave danno al mio organismo perché posso favorire l’antibiotico-resistenza. “L’uso inappropriato o eccessivo degli antimicrobici rappresenta la causa principale dello sviluppo di organismi patogeni resistenti - chiariscono gli esperti - Misure inadeguate di prevenzione e controllo delle infezioni, mancanza di acqua potabile e di servizi igienici rappresentano fattori che favoriscono la diffusione di microrganismi, fra cui quelli resistenti. Il costo dell’AMR è molto elevato: oltre ai decessi e disabilità, causa ospedalizzazioni prolungate, uso di farmaci più costosi e possibili problemi finanziari nelle persone affette. Senza antimicrobici efficaci, il successo della medicina moderna potrebbe essere a rischio, ad esempio per interventi chirurgici gravi o per il trattamento chemioterapico di tumori”.

Gaetano Gorgoni 

 

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