Salute Sette 

 La capacità dei vaccini antinfluenzali di combattere il covid e le polemiche sulla distribuzione 

I ricercatori si stanno concentrando da tempo sulle reazioni del sistema immunitario all’aggressione del virus.

“Vaccines Journal”, un’importante rivista scientifica, ha pubblicato un recente  studio che ritiene più efficace la somministrazione combinata del vaccino antinfluenzale e di quello antipneumococcico su pazienti a rischio (persone oltre i 65 anni e pazienti affetti da varie patologie), perché produce anticorpi che si dimostrano attivi contro il coronavirus nel 40 per cento dei casi. A questa importante informazione fornita dalla ricerca bisogna aggiungere che una nuova ricerca (riportata nella Conferenza internazionale sull’Alzheimer 2020) mette in luce che le vaccinazioni contro l’influenza e la polmonite (antipneumococcica) sono associate ad un ridotto rischio di Malattia di Alzheimer


La corsa al vaccino antinfluenzale continua, perché ci dà la possibilità di “rinforzare” il nostro sistema immunitario, come abbiamo già scritto in precedenti approfondimenti, ma oggi ci sono studi autorevoli che lo provano. Dobbiamo innanzitutto sottolineare che gli anticorpi prodotti da bambini e da adulti sono diversi. Il sistema immunitario dell’adulto fronteggia la “guerra” con armi che possono dimostrarsi un boomerang per il nostro organismo. Nella maggior parte dei casi, se non ci sono malattie polmonari o altre patologie pregresse, bambini e adolescenti riescono a sconfiggere facilmente la malattia covid-19. 

Gli immunologi dell’università di Padova stanno studiando le molecole che sono legate al maggior rischio (covid più grave) e sono state identificate una serie di citochine (molecole proteiche prodotte da vari tipi di cellule) nei pazienti anziani più gravi.

 I ricercatori si stanno concentrando da tempo particolarmente sulle reazioni del sistema immunitario all’aggressione del virus. Si è scoperto che esiste persino una variante del virus che gli anticorpi non riconoscono. 

I giovani, e soprattutto i bambini, hanno un grande vantaggio: quando il loro organismo viene attaccato dal nuovo coronavirus, riescono a mettere in campo una prima linea di anticorpi che riesce a bloccare il SARS-CoV-2 subito, prima che si scateni una grande battaglia, cioè una grande reazione del sistema immunitario che poi, come un boomerang, “devasta” gli stessi organi che si vogliono proteggere. 

Il sistema immunitario degli adulti, invece, “attacca con armi pesanti” che spesso possono provocare gravi reazioni collaterali. Queste differenze sono state riscontrate da diversi studi pubblicati su Nature, la più autorevole delle riviste scientifiche. 

Gli anticorpi dei bambini sono più deboli e variegati, ma più efficaci contro il SARS-CoV-2 perché non hanno effetti collaterali, quindi eliminano l’infezione velocemente e sono meno contagiosi. Ma anche per loro il vaccino antinfluenzale può essere molto utile, proprio per riuscire a sconfiggere ancora più rapidamente il covid. Ritorniamo alla grande notizia che ha ribadito il luminare Mantovani: i vaccini antinfluenzali possono allenare il sistema immunitario di tutti anche contro il covid. 

Tanti pediatri, come la dottoressa Patrizia di Tonno, li consigliano a tutti i loro assistiti in questo difficile periodo pandemico.


LE POLEMICHE SULLA DISTRIBUZIONE RESTANO 


Le polemiche sulla distribuzione dei vaccini antinfluenzali nel Salento restano,  nonostante l’Asl abbia fatto molti sforzi per assicurare a tutti i medici di base le quantità  necessarie (circa 500 per ogni dottore). Il dottor Antonio Chiodo, ancora una volta, denuncia le difficoltà di ritirare tutte le dosi spettanti nel più breve tempo possibile. “I ritardi nelle consegne avvengono per un (presunto) criterio di omogeneità nella distribuzione e nella vaccinazione” - spiega.

Lunedi 19 ottobre una folta delegazione di Medici generalisti “vaccinatori” con in testa il Presidente dell’Ordine dei Medici, è stata ricevuta dal direttore generale Asl, Rodolfo Rollo. Alla riunione erano presenti anche alcuni amministratori regionali e municipali nonché i media locali. Secondo il dottore Chiodo, gli impegni presi non sono stati rispettati: soprattutto non si è verificata una distribuzione coordinata ed omogenea delle dosi di vaccino da recapitare presso le sedi delle forme associative o presso lo studio dei referenti delle medesime forme associative. 

Se si fossero distribuite le dosi in modo ‘centrifugo’, ovvero dalla Farmacia distrettuale ai diversi ambulatori, si sarebbero evitati tanti problemi, secondo il dottor Chiodo: “Si sarebbe evitato il degradante facchinaggio cui un professionista della sanità si deve assoggettare per la mancanza di rispetto nei confronti del proprio ruolo, delle sue priorità assistenziali e degli oneri istituzionali della sua attività quotidiana che non è certo quella di impegnare il proprio tempo in ‘viaggi della speranza vaccinale’.

Si sarebbe evitata l’inopportuna, ingiustificata, illegittima ed inaccettabile risposta di chi ritiene che

forse è il caso di rifondare l’organizzazione sanitaria distrettuale partendo dal dato etico- deontologico per poi passare a quello giuridico ed non ultimo a quello scientifico-sanitario.

Il dato etico-deontologico è quello del rispetto delle prerogative sociali e professionali del medico territoriale che non deve essere costretto ad ‘elemosinare’ quasi quotidianamente dosi di vaccino al cospetto di chi privilegia la gelida ed inumana burocrazia rappresentata da un foglio di carta contenente l’elenco dei medici con i relativi quantitativi di vaccino da ricevere.

Il dato giuridico è rappresentato dal diritto alla trasparenza nelle priorità di distribuzione dei vaccini perché ciascun cittadino deve essere messo nelle condizioni di verificare la correttezza nella gestione di un patrimonio di sua proprietà, giammai della politica o del soggettivo criterio non negoziato in sede istituzionale.

Il dato scientifico-sanitario è rappresentato dal diritto alla salute così come rappresentato dal ‘Vaccines Journal’ e dalla Conferenza Internazionale sull’Alzheimer. 

Lunedi 9 novembre aspettavamo la consegna di un vaccino tra quelli indicati nella circolare aziendale del 19 ottobre 2020 (allegata), ma, con stupore, aprendo le confezioni sigillate, abbiamo trovato il vaccino ‘CHIROMAS’ la cui sigla è già di per sé una parabola e di cui nessuno dei dirigenti aziendali o distrettuali ha dato mai alcuna notizia sia in termini di sostituzione di altro vaccino, sia in termini farmacologici, sia in termini clinici ovvero, in definitiva, in termini di che cosa si debba attendere che ciasun medico vada a ritirare le proprie dosi di vaccino presso il ‘Vecchio Fazzi’ per poi procedere ad una ulteriore distribuzione.

 Per di più tale vaccino non è identificato (esistente) dal software utile al medico per la sua registrazione sul sistema Giava.

Mentre redigo questa doverosa nota, apprendo che il prof. Lopalco, neo assessore regionale alla Salute, ha dichiarato che se i vaccini sono introvabili : ‘Niente ansia, aspettiamo il nostro turno. Il picco arriverà dopo le vacanze di Natale’.

Eppure egli è quello scienziato che aveva auspicato una vaccinazione in tempi anticipati e rapidi. Che dire: i miracoli ed il primato della politica sulla scienza medica e sulla civiltà del Diritto!”. 

Gaetano Gorgoni


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