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Seconda ondata di Covid, la scuola sul banco degli imputati anche in Puglia

Se sia colpa dei mezzi pubblici, degli assembramenti fuori dalla scuola o di altro, ancora non è chiaro, ma ora sappiamo che nelle scuole sono esplosi e stanno esplodendo numerosi e pericolosi focolai. L’ultimo in ordine di tempo interessa Sannicola, con una maestra e tre bambini positivi

Se sia colpa dei mezzi pubblici, degli assembramenti fuori dalla scuola o di altro, ancora non è chiaro, ma ora sappiamo che nelle scuole sono esplosi e stanno esplodendo numerosi e pericolosi focolai. L’ultimo in ordine di tempo interessa Sannicola, con una maestra e tre bambini positivi. L’Istituto Superiore di Sanità parla di una maggiore crescita dei contagi da SARS-CoV-2 da fine agosto ad oggi soprattutto nella fascia di età da zero a 19 anni, e quindi nella popolazione scolastica (a cui andrebbero aggiunti ovviamente insegnanti e personale non docente). Nel Salento sono state chiuse per sanificazione alcune scuole di Morciano, Salve e Tricase. 

La Regione Puglia ha deciso prima che entrasse in vigore il nuovo DPCM di chiudere le scuole lasciando aperte solo quelle dell’infanzia. Con il nuovo intervento del governo Michele Emiliano ha dovuto adeguarsi e permettere agli alunni più fragili (e a quelli delle scuole primarie) di frequentare in presenza, qualora i genitori siano d’accordo. Alla fine il governatore della Puglia ha dato il libera a tutti, puntualizzando che chi non si sente al sicuro può non presentarsi a scuola e sarà sempre giustificato. Ma perché il professor Lopalco ha voluto chiudere tutte le scuole resistendo anche al DPCM del 3 novembre, che è più permissivo per quanto riguarda la scuola? Il bollettino di sorveglianza sul virus, pubblicato due giorni fa dall’Istituto superiore di Sanità, conteggia nella fascia scolastica fino a 19 anni il 7 novembre scorso 102.419 contagi, che il 25 agosto erano soltanto 9.544. La crescita quindi è stata del 1.073,10%, la più alta assoluta nella popolazione italiana. Poi, al secondo posto si colloca la fascia dai 20 ai 29 anni. Insomma, la scuola, forse in maggior misura quella secondaria, ha inciso pesantemente su questa seconda ondata, che ultimamente sembra uno tsunami capace di mettere in crisi la nostra sanità. Nell’ultimo report ministeriale la relazione evidenzia “forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni”. Nonostante alcuni pediatri chiedano di risparmiare almeno le scuole dell’infanzia, buona parte del mondo sanitario chiede di chiudere, almeno per un breve periodo, tutte le scuole. Sul nostro giornale il presidente dell’Ordine dei Medici ha lanciato l’appello per chiudere tutto “prima della catastrofe”: l’Istituto Superiore di Sanità ci ha fornito le prove che l’apertura delle scuole è stata determinante. 

Gaetano Gorgoni 

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