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Covid, la pediatra: «Scuola dell’infanzia necessaria: proteggiamo gli adulti, ma salvaguardiamo la socialità dei piccoli»

Alcuni pediatri, come la dottoressa Patrizia Di Tonno, chiedono di proteggere le scuole dell’infanzia e di tenerle aperte per garantire il “benessere psicofisico” dei bambini

Alcuni pediatri, come la dottoressa Patrizia Di Tonno, chiedono proteggere le scuole dell’infanzia e di tenerle aperte per garantire il “benessere psicofisico” dei bambini. Insomma, molti esperti sono sulla stessa lunghezza d’onda del governo. Non si può chiudere la scuola dell’infanzia e quella primaria: bisogna organizzarsi per renderla più sicura, però, perché il contagio avanza.

Il DPCM 3 novembre del 2020 lascia aperti gli asili, le scuole materne e le scuole primarie confermando l’uso obbligatorio delle mascherine a scuola, senza eccezioni correlate al distanziamento. Possono essere in presenza senza mascherine tutti i piccoli alunni fino ai 6 anni. In tutti gli altri casi, a partire dalla scuola primaria, la mascherina dovrà essere indossata sempre, da chiunque sia presente a scuola, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze, anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalle condizioni di distanza (1 metro tra le rime buccali) previste dai precedenti protocolli. L’unica eccezione, come precedentemente sottolineato, è  prevista per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, le cui specifiche situazioni sono dettagliate nella sezione 2.9 del DPCM: questi soggetti potranno evitare l’uso del dispositivo di protezione individuale (saranno i loro assistenti a proteggersi con i giusti DPI). 

Sulla bilancia sono stati messi due importanti punti: quello di evitare gli spostamenti e gli assembramenti e quello di garantire lo sviluppo psicofisico dei bambini. Ha prevalso la necessità di fare attenzione al benessere psicofisico dei più piccoli lasciando aperte le scuole materne e primarie, insieme agli asili. I pediatri, che sono già a lavoro per vaccinare tutti i bambini e per evitare il diffondersi dell’influenza con l’arrivo del freddo, sono d’accordo su questa scelta. 



LA NECESSITÀ DI TENERE APERTA LA SCUOLA DELL’INFANZIA 

È giusto che le scuole dell’infanzia restino aperte in questo periodo pandemico? Si rischia di più a far andare i propri piccoli a scuola o è un problema più grave non farli andare? 

“La socialità è sicuramente un bene fondamentale per il benessere psicofisico del bambino e del ragazzo - spiega la pediatra Patrizia Di Tonno - Estremizzando potremmo dire che per questa fascia di età sono maggiori i rischi non legati al covid che quelli legati direttamente al virus. Detto questo, bisogna sicuramente trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere gli adulti e quella di salvaguardare il benessere psicofisico dei più piccoli”.

Insomma, per tanti pediatri che abbiamo sentito in questi giorni è davvero importante la frequentazione di un asilo per un bambino sotto i 6 anni (dopo i mesi già perso), ma anche per chi è nelle primarie. C’è in gioco un corretto sviluppo psicofisico e un apprendimento nella socialità che non può essere garantito interamente dalla didattica a distanza. Senza contare che un bambino non può essere costretto per troppe ore a seguire lezioni davanti a un pc. Non tutte le abitazioni, tra l’altro, hanno una luce giusta, delle scrivanie e delle sedie ergonomiche e delle connessioni realmente efficienti. 

Bisogna cercare di mantenere le abitudini sane senza cedere agli eccessi della paura del contagio e contemporaneamente essere prudenti e rispettosi delle regole. 

Le ansie da lockdown dei genitori potranno avere effetti negativi sulla psiche dei più piccoli: ecco perché la normalità dell’andare a scuola dovrebbe essere garantita. 

“I bambini prendono l'infezione dagli adulti nell'85% dei casi - spiega la dottoressa Di Tonno - Proteggiamo gli adulti e indirettamente saranno salvi i bambini.  Mi è capitato tra l'altro di bambini conviventi con genitori malati di Covid negativi al tampone!”. Non è un periodo facile per i pediatri alle prese con le vicende dei vaccini antinfluenzali. I bambini vaccinati saranno la migliore garanzia per evitare che l’influenza si possa mischiare al covid-19. 

“Ieri ho finalmente ricevuto 265 dosi di vaccino e comincerò a vaccinare in sicurezza - spiega la pediatra salentina - Abbiamo gli strumenti per garantire la salute dei nostri piccoli e, contemporaneamente, l’istruzione e il loro benessere. Dobbiamo impegnarci tutti in questo senso”. 



Gaetano Gorgoni 


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