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Lockdown positivo sui bambini affetti da cefalea: lo studio del Bambin Gesù

Tra le novità di oggi anche la campagna “Yes Mask”, lanciata dal Bambin Gesù per sfatare pregiudizi e combattere le resistenze all’uso di un dispositivo di protezione individuale che, se ben usato, può salvarci dal SARS-CoV-2.

Non tutti i lockdown vengono per nuocere: uno studio su 700 minori affetti da cefalea condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con 9 Centri italiani dedicati alla malattia svela che il “confinamento” dovuto alla pandemia può sortire effetti benefici su determinati piccoli pazienti (naturalmente solo se le condizioni familiari sono serene). Si verifica una riduzione dell’ansia scolastica, che rapprese la principale causa del miglioramento. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cephalalgia della International Headache Society. Tra le novità di oggi anche la campagna “Yes Mask”, lanciata dal Bambin Gesù per sfatare pregiudizi e combattere le resistenze all’uso di un dispositivo di protezione individuale che, se ben usato, può salvarci dal SARS-CoV-2.

 Il lockdown non significa solo ansia e depressione, per alcuni piccoli pazienti è un modo per passare più tempo con i genitori, ma anche per allentare lo stress scolastico. Nei mesi trascorsi chiusi a casa per colpa della pandemia, i bambini affetti da cefalea hanno visto diminuire gli attacchi di mal di testa grazie soprattutto al calo della tensione scolastica: lo svela uno studio condotto su oltre 700 famiglie dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con 9 Centri Cefalee italiani. I risultati della ricerca, appena pubblicati sulla rivista scientifica Cephalalgia, organo ufficiale dell'International Headache Society, documentano l’impatto rilevante di fattori emotivi come ansia e stress sulla frequenza e sull’intensità delle cefalee pediatriche.

 LA CEFALEA: UNA MALATTIA CHE PUÒ ESSERE INVALIDANTE 

 Il mal di testa, o cefalea, è uno dei problemi più frequenti tra gli adulti e i bambini, specialmente in età scolare. Ne esistono diversi tipi, con evoluzione e implicazioni terapeutiche completamente diverse. Le cefalee primarie(emicrania, cefalea tensiva, cefalea a grappolo) sono malattie neurologiche legate a una predisposizione genetica, cui è ascrivibile la maggior parte dei mal di testa accusati dal bambino, soprattutto quelli in cui gli episodi del disturbo tendono a ripetersi. Nelle cefalee secondarie il mal di testa è invece il sintomo di una malattia diversa, che deve essere identificata e curata.

 LO STUDIO

 Lo studio pubblicato su Cephalalgia è stato coordinato dal team di neuropediatri e psicologi del Centro Cefalee del Bambino Gesù in collaborazione con i Centri Cefalee dell’Università di Padova, Università dell’Aquila, Università dell’Insubria di Varese, Ospedale Sant’Andrea di Roma, Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile di Via dei Sabelli di Roma, Istituto Besta di Milano, Ospedale San Paolo di Bari e Ospedale Civico di Palermo.

 Nell’indagine sono state arruolate 707 famiglie con bambini e adolescenti tra i 5 e i 18 anni, con diagnosi di cefalea primaria (emicrania e cefalea tensiva). A genitori e figli è stato somministrato un questionario anonimoche esplorava l’andamento del mal di testa prima e durante il lockdown, le caratteristiche della malattia (frequenza e intensità degli attacchi), le terapie seguite (quali e quanti farmaci), le variazioni dell’umore, degli stili di vita e dell’attività scolastica per valutare l’impatto di questi fattori sulla cefalea.

 I RISULTATI

 L’analisi dei dati ha evidenziato un significativo miglioramento del mal di testa per il 46% dei bambini e dei ragazzi, un peggioramento per il 15%, nessuna variazione di rilievo per il 39%. Nel primo gruppo la frequenza degli attacchi mensili è diminuita mediamente del 28% (da 7 a 5 episodi al mese), con cali anche del 40% tra i bambini con le forme più gravi di cefalea (da 15 a 9 attacchi mensili).

 La causa principale del miglioramento è riscontrabile nella riduzione dell’ansia scolastica nel periodo di isolamento dovuto al lockdown. I ricercatori hanno infatti osservato che tanto più bassi erano i punteggi dei test sui livelli di stress, tanto maggiore era il miglioramento. Al contrario, nei ragazzi con un peggioramento della cefalea è stata riscontrata la persistenza di sentimenti di ansia scolastica nonostante il passaggio alla didattica a distanza. Pressoché ininfluente, invece, l’uso dei farmaci antiemicranici: il 14% dei ragazzi era in terapia farmacologica e non ha mostrato differenze significative nella riduzione degli attacchi rispetto a chi non assumeva farmaci.

 “Sul piano clinico, i risultati dello studio confermano che gli interventi sugli stili di vita, per il controllo dei livelli di ansia e stress, rivestono un ruolo fondamentale nel percorso di cura delle cefalee pediatriche. I fattori emotivi ed emozionali andrebbero sempre considerati quando si propone un trattamento per l'emicrania e per la cefalea di tipo tensivo - sottolinea la dott.ssa Laura Papetti, neuropediatra del Bambino Gesù e primo autore dello studio - È necessario che bambini e genitori siano consapevoli che qualsiasi intervento sui fattori di stress ha più probabilità di essere efficace rispetto ai farmaci attualmente disponibili”. 


YES MASK, LA CAMPAGNA INSTAGRAM ANTI-COVID DI FIGC E BAMBINO GESU’

 “I campioni portano la mascherina”. Si chiama Yes Mask ed è la campagna su Instagram dell’Ospedale Bambino Gesù per promuovere l’uso della mascherina. Alla campagna ha aderito la Federazione Italiana Gioco Calcio ed è nato Azzurri Mask, il filtro Instagram targato FIGC e OPBG, che vedrà coinvolti i calciatori delle Nazionali maschile e femminile.

 Lo scorso 16 ottobre, l’Ospedale Bambino Gesù ha lanciato sul canale social Instagram la campagna Yes Mask, che ha l’obiettivo di sensibilizzare all’uso della mascherina, il presidio più importante (insieme al lavaggio delle mani e al distanziamento fisico), per evitare il contagio da Covid-19 e tutelare la salute propria e degli altri.

L’obiettivo è raggiungere soprattutto i più giovani in modo semplice e divertente. Il primo filtro lanciato dall’Ospedale offre la possibilità di scegliere tra 12 mascherine con colori e messaggi diversi. Alla campagna ha aderito la FIGC, con la quale l’Ospedale ha scelto di creare una versione ad hoc del filtro: Azzurri Mask.

 Il filtro è un effetto che può essere selezionato mentre si scatta una foto o si registra un video su Instagram. La Azzurri Mask posiziona sul volto dell’utente una mascherina targata FIGC e OPBG e offre all’utente la possibilità di selezionarne 2 diverse toccando lo schermo. Una volta scattata la foto, l’utente potrà condividerla come Storia sul proprio profilo Instagram, aiutando l’Ospedale e la Federazione Italiana Gioco Calcio a diffondere la cultura della mascherina.

 Gli Azzurri e le Azzurre nel corso delle prossime gare delle Nazionali sosterranno sui loro profili l’iniziativa.

 Per utilizzare i filtri FIGC e OPBG, basta andare su Instagram, scorrere con il dito verso destra e selezionare il primo effetto disponibile. A quel punto, scegliere ‘Sfoglia gli effetti’ e cercare ‘Ospedale Bambino Gesù’. Da quella schermata, si potrà selezionare il filtro ‘Azzurri Mask’ e scattare una foto o registrare un video.

Gaetano Gorgoni

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